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sabato 19 Settembre 2026

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Più fondi ai club che valorizzano i talenti italiani

Il ministro Abodi annuncia una riforma per incentivare i club che danno spazio ai giovani calciatori italiani.

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha annunciato una serie di misure volte a incentivare i club che danno spazio ai talenti italiani, puntando su una riforma del sistema di distribuzione dei ricavi dei diritti televisivi della Serie A. L’obiettivo è rendere economicamente più conveniente per le società investire sui giovani calciatori nazionali, riducendo la presenza di calciatori stranieri e aumentando il minutaggio degli Under 21. L’annuncio è arrivato durante un’intervista al Portofino Talks, in cui Abodi ha spiegato come l’attuale meccanismo non sia sufficiente a modificare in modo significativo le scelte delle società.

Un piano per rafforzare i giovani italiani

Il ministro ha sottolineato che l’obiettivo della riforma è quello di rafforzare l’incentivo economico legato alla valorizzazione dei giovani italiani, utilizzando una parte maggiore delle risorse generate dai diritti audiovisivi. «Il campionato italiano è giocato da stranieri. Dobbiamo utilizzare una quota più ampia dei proventi per sostenere, con maggiori fondi, i club che investiranno sui nostri talenti», ha spiegato Abodi. L’idea è di rendere più conveniente per le società concedere spazio ai talenti cresciuti nel movimento nazionale, con l’obiettivo di creare una catena del valore che permetta di capitalizzare i risultati, non solo sportivi.

La legge Melandri dovrà essere rivista. Abodi ha spiegato che l’attuale meccanismo non è sufficiente a modificare in maniera significativa le scelte delle società. «Rivedere la legge Melandri che distribuisce i ricavi tv: ora l’1,2% premia il minutaggio dei giovani, ma non determina il cambiamento», ha sottolineato. L’obiettivo è quindi quello di aumentare il peso degli incentivi destinati alle società che scelgono di investire e dare spazio ai giovani calciatori italiani.

Un modello ispirato al tennis

Abodi ha indicato il tennis italiano come esempio di sistema capace di costruire una strategia di lungo periodo, in grado di generare risultati sportivi e economici. «Ha insegnato ad avere una visione, utilizzando le giuste strategie e ora c’è una catena del valore che permette di capitalizzare i risultati, non solo sportivi», ha spiegato il ministro, ricordando come la Federazione tennis investa 12 milioni di euro nella scuola, una cifra che secondo Abodi supera quella destinata allo stesso ambito dalle altre federazioni messe insieme.

Il ministro ha anche annunciato un maggiore controllo sull’effettivo ritorno economico dei grandi eventi sportivi finanziati con risorse pubbliche. «Vogliamo dimostrare l’effettiva utilità degli investimenti. Devono produrre marginalità», ha sottolineato. Tra gli esempi portati dal ministro ci sono i Giochi del Mediterraneo di Taranto, per i quali Abodi ha ricordato un investimento iniziale da 275 milioni di euro. La dotazione complessiva del programma infrastrutturale è stata successivamente portata a 281,5 milioni, dopo ulteriori risorse stanziate nel 2026.

Un dibattito che dura da anni. Il problema dell’impiego dei giovani italiani è da tempo uno dei temi centrali nel dibattito sul calcio nazionale. Già i dati pubblicati negli anni scorsi dalla FIGC avevano evidenziato una presenza particolarmente elevata di calciatori stranieri nella Serie A e un minutaggio limitato per gli Under 21 italiani: nella stagione 2022/23, per esempio, questi ultimi rappresentavano appena il 2,8% dei minuti complessivamente giocati nel massimo campionato. «L’attuale meccanismo non sarebbe sufficiente a modificare in maniera significativa le scelte delle società», ha spiegato Abodi. Il ministro ha anche ribadito la necessità di arrivare rapidamente a una soluzione sul tema dell’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, ricordando che la questione è di competenza della giustizia sportiva e che il Governo seguirà il processo da «osservatore rispettoso ma interessato». «Penso che si debba fare semplicemente chiarezza in tempo breve, rispettando le regole», ha concluso Abodi.

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