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sabato 19 Settembre 2026

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Salvini a Pontida con le mani vuote, la Lega si divide e il Nord si ribella

Salvini a Pontida con le mani vuote, la Lega si divide e il Nord si ribella

Matteo Salvini, leader della Lega, si presenta a Pontida con un bilancio di risultati limitati e una leadership in crisi. Tra le tensioni interne al partito, le difficoltà elettorali e un’agenda politica in difficoltà, il leader arriva al raduno annuale fiaccato su più fronti. La sfida finale a Salvini sembra essere la fronda interna dei governatori, che chiede un cambio di governance e un maggiore peso per il Nord. La Lega, in un momento di crisi, si trova a dover affrontare una divisione interna che rischia di indebolire la sua coesione.

La Lega contro la Lega, il Nord si ribella

La tensione cresce all’interno del partito, con i governatori del Nord che chiedono un maggiore peso nel governo e una modifica dello statuto per rendere più federale la struttura. L’emergenza nasce dai sondaggi, che segnalano una scivolata della Lega dietro a Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. L’ex generale, che ha cercato di superare a destra la destra di governo, si trova a fare le spese del suo approccio su temi come immigrazione e sicurezza, che per anni ha sostenuto. La sua leadership, però, non sembra più sufficiente a tenere insieme un partito in crisi.

Il Nord dà l’avviso di sfratto al Salvini: «La Lega deve tornare a fare paura». Il leader è costretto ad accettare la modifica dello statuto e a prendere atto dell’imminente nascita della “Associazione del Nord”, uno strumento che assomiglia a una corrente e che darà peso alla voce “nordista” all’interno del partito. «Siamo sempre stati un movimento federalista e questo è il futuro che la Lega dovrà avere», ha ribadito Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, ai microfoni di Radio Anch’io. Ci saranno anche le Associazioni del Centro e del Sud, affinché ogni territorio possa esprimere le proprie richieste.

Un braccio di ferro per il Nord

«Nulla di stravolgente», ha aggiunto Fontana, ma la sua posizione segna un cambiamento di rotta rispetto agli anni di ambizioni su scala nazionale. Salvini, però, non trova pace nemmeno guardando alla sua attività di ministro. Tra il flop dell’autonomia differenziata, i ritardi sul Ponte sullo Stretto e l’incapacità del governo di trovare soluzioni strutturali al nodo carburanti, il leader arranca anche sulle cose in apparenza più semplici. Il Codice della strada, ad esempio, è in vigore dal novembre 2024, ma il governo è alle prese con l’approvazione dei decreti attuativi. Così, Salvini si presenterà a Pontida a mani vuote anche sul fronte dell’inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta la sicurezza stradale.

Le risorse, però, sono tutte da trovare e a custodirle è un altro leghista, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che di certo non è di manica larga. A Pontida, a Salvini non rimane che l’abbraccio della sua gente. Quest’anno, però, potrebbe essere freddo se il popolo leghista dovesse caldeggiare per la linea dei governatori. Il Nord dà l’avviso di sfratto al Salvini: «La Lega deve tornare a fare paura». Il leader, però, continua a cercare di raccogliere gli stimoli e di ampliare il coinvolgimento, pur senza riuscire a trovare un equilibrio tra le diverse esigenze del partito.

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