La prima Pontida senza Umberto Bossi si svolgerà oggi a Milano, segnando un momento cruciale per la Lega. L’evento, che celebra il fondatore del partito scomparso il 19 marzo scorso, si svolgerà in un contesto di tensioni interne e di tentativi di riconciliazione tra il segretario Matteo Salvini e i rappresentanti del Nord Lombardia-Veneto-Friuli Venezia Giulia-Trentino. L’assenza di Bossi, simbolo del movimento sovranista, ha reso il raduno un’occasione per riconsolidare l’unità del partito, pur in un clima di divisioni.
Salvini, pur rifiutando l’idea di un modello confederale della Lega, ha dato segnali di apertura alle richieste dei governatori del Nord. I leader regionali, tra cui Attilio Fontana, Maurizio Fugatti e Massimiliano Fedriga, hanno sottolineato che l’ipotesi di una “doppia Lega” sul modello tedesco Cdu/Csu potrebbe essere la soluzione per evitare una crisi elettorale. Nonostante le resistenze, Salvini ha mostrato interesse per un allargamento della segreteria, promettendo una risposta entro oggi. Per dargli un segnale, i nordisti, con Massimiliano Romeo, hanno comunicato a Salvini l’intenzione di fondare un’associazione dentro la Lega. Nessuno si sogna di chiedergli formalmente il permesso, visti i precedenti. Il segretario non può dire loro di no. Quel che può fare, invece, è respingere ancora il modello confederale della Lega, l’apertura alla guida collegiale che gli propongono da mesi.
La tensione tra Salvini e Romeo è ancora presente, ma il capogruppo è stato autorizzato a tenere il suo intervento come previsto.
Quest’anno, il raduno è stato voluto come evento “identitario”, a differenza degli anni precedenti in cui erano presenti leader stranieri. Salvini ha cercato di mandare un segnale a chi critica la sua linea troppo schiacciata sul sovranismo internazionale. A fianco del segretario, si terrà una commemorazione per Umberto Bossi, con la deposizione di una pianta d’ulivo, il canto del Va Pensiero e una messa in suo onore. L’obiettivo è ricordare il fondatore sei mesi dopo la sua morte e provare a esaudire il suo ultimo desiderio: riappacificare e riunire i mondi che sono e sono stati la Lega. Sempre a Pontida, poco più in là del pratone, l’ex senatore bossiano Giuseppe Leoni ha organizzato una commemorazione per l’Umberto che oggi avrebbe compiuto 85 anni.
Leoni avrebbe invitato pure Salvini ma – dice – «Non mi ha mai risposto».
La Pontida, osservata da molti come un momento chiave per il futuro del partito, si svolgerà in un contesto di attesa e di speranza. Mentre i leader regionali cercano una via d’uscita per evitare una crisi elettorale, Salvini cerca di bilanciare la sua leadership con segnali di apertura, pur mantenendo il controllo sulle direzioni strategiche del partito.
Il raduno si comincerà oggi alle 17 con la Pontida dei giovani: attesi il presidente veneto Alberto Stefani, e i ministri Giuseppe Valditara e Alessandra Locatelli. Claudio Durigon, fedelissimo di Salvini, ha rassicurato che Romeo continuerà a svolgere il ruolo di capogruppo, pur sottolineando che le decisioni su come cambiare la Lega saranno prese in modo diverso. La tensione tra Salvini e i nordisti rimane, ma il raduno rappresenta un tentativo di trovare un equilibrio tra il passato e il futuro del partito, tra il ricordo di Bossi e l’evoluzione necessaria per affrontare le prossime sfide politiche.
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