Sigfrido Ranucci ha presentato il libro “Il ritorno della casta” a Tricase, durante un incontro organizzato nell’ambito della rassegna Dialoghi a Oriente, nel piazzale antistante la chiesa di Sant’Antonio. L’appuntamento, in programma domenica 20 settembre 2026, ha visto il giornalista televisivo confrontarsi con Michela Santoro, in un dibattito che ha toccato temi di forte impatto sociale e politico. Il libro, edito da Bompiani, è un’analisi critica della riforma costituzionale della magistratura, che Ranucci definisce un “regolamento di conti” tra la casta e la magistratura.
Il libro di Sigfrido Ranucci si pone come un filo nero che attraversa cinquant’anni di storia italiana, legando i santuari della P2 alle stanze del potere contemporaneo. L’autore, noto per le inchieste su traffico illecito di rifiuti e mafia, ha scovato l’ultima intervista al giudice Paolo Borsellino, un elemento che conferma la sua attenzione alle vicende di maggiore rilevanza. L’analisi si sviluppa attraverso una serie di episodi apparentemente distanti tra loro, ma che si rivelano interconnessi, rivelando ipocrisie e falle nell’ultimo assalto mirato a mortificare uno dei tre poteri dello Stato.
La riforma non è una riforma, ma una capitolazione. Ranucci sottolinea come la riforma della magistratura, nonostante la propaganda prometta processi più veloci, abbia portato a un aumento dei costi, a un rischio di paralisi burocratica e a una giustizia a due velocità. Secondo il giornalista, si assiste a un’autostrada garantista per la casta dei colletti bianchi e a un vicolo cieco per i cittadini comuni.
L’indipendenza dei giudici, per Ranucci, non è un privilegio, ma uno scudo che impedisce al potere politico di farsi legge, garantendo parità davanti ai tribunali. Il libro si interroga anche su chi paga il conto di questa situazione, mettendo in luce come i valori di legalità e verità siano sempre più in discussione. Ranucci, con il suo stile incisivo e documentato, ha reso visibile un quadro complesso, ma non per questo meno urgente, che riguarda l’intero tessuto sociale e politico del Paese.
Un’analisi che unisce passato e presente. Il giornalista, noto per le inchieste su traffico illecito di rifiuti e mafia, ha firmato inchieste che hanno portato alla luce fatti oscuri e ha seguito eventi di grande rilevanza internazionale, come l’attentato alle Torri gemelle e il tsunami di Sumatra. Il libro si pone come un’analisi che unisce passato e presente, rivelando come le dinamiche di potere si siano evolute nel tempo, ma non hanno perso la loro rilevanza. Il libro, uscito nel 2024 per Bompiani, è stato il punto di partenza per il fortunato spettacolo teatrale “Diario di un trapezista”, ancora in tour. Ranucci, con la sua lunga esperienza in televisione, ha condotto Report su Rai3 dal 2017 al 2026, ereditando l’incarico dall’ideatrice Milena Gabanelli. Il lavoro di Ranucci, come autore e giornalista, si colloca all’interno di un contesto di attenzione alla verità e alla legalità, che rimane un tema centrale nella sua attività professionale.
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