Una madre siracusana attende da oltre un anno una risposta sull’istanza presentata per ottenere un sussidio destinato ai disabili gravissimi. La donna, genitore di un ragazzo di 11 anni con autismo al massimo livello di gravità, ha seguito tutte le procedure previste dall’Asp, ma non ha ricevuto alcuna comunicazione. La famiglia, in attesa di un riscontro, vive un periodo di incertezza e frustrazione, con la madre che ha scritto a più riprese all’ufficio competente e all’Asp in generale senza ottenere risposte. La situazione, secondo la donna, non è isolata: altre famiglie segnalano attese simili, con alcuni casi che durano addirittura due anni.
Un anno di silenzio e un fondo per i disabili gravissimi
La madre ha spiegato che ha scoperto l’esistenza di un fondo destinato ai disabili gravissimi e, considerando l’importanza del sostegno per la sua famiglia, ha presentato regolarmente l’istanza a luglio. Dopo la visita prevista dall’Asp, la famiglia è rimasta in attesa, con la promessa di ricevere un riscontro entro due settimane. Da allora, però, è calato il silenzio assoluto. La donna ha inviato numerose Pec e tentativi di contatto telefonico, ma non ha ricevuto alcuna risposta. Non sa più a chi rivolgersi e spera che qualcuno la ascolti.
Costi elevati e terapie Aba
Le terapie Aba, che il ragazzo segue da tempo, hanno costi elevati e richiedono continuità. La famiglia, pur avendo sempre garantito le sedute, riesce a offrirne soltanto due a settimana, alternandole con la logopedia. “Mio figlio le ha sempre svolte, ma per una questione economica riusciamo a garantirgli soltanto due sedute a settimana”, ha spiegato la madre. L’incertezza sull’esito della richiesta e l’assenza di informazioni sui tempi e le modalità di definizione della pratica aggiungono un ulteriore peso alla situazione.
Secondo il racconto della madre, non si tratterebbe di un caso isolato. “Parlando con altre mamme che vivono situazioni simili, mi è stato riferito che alcune attendono una risposta da due anni”, ha detto. L’attesa, che dura da oltre un anno, lascia la famiglia in una condizione di incertezza e senza risposte. La donna, che ha seguito tutte le procedure previste, attende semplicemente un riscontro. Vorrebbe una risposta dall’Asp. La madre ha espresso preoccupazione per l’assenza di risposte e la mancanza di informazioni su tempi e modalità di definizione della pratica. “Trovo assurdo dover necessariamente ricorrere alle vie legali, con ulteriori costi, per vedere riconosciuti dei diritti”, ha affermato. La situazione, purtroppo, sembra essere comune e la famiglia vive un periodo di forte incertezza, con la speranza che qualcuno possa finalmente intervenire e dare una risposta concreta.



