L’asilo nido di Borroni ha visto un cambio di gestione con l’affidamento alla cooperativa La Piramide, in provincia di Avellino, per i prossimi cinque anni. La decisione, annunciata ufficialmente, ha suscitato preoccupazioni tra i genitori dei ventidue bambini iscritti, che denunciano un aumento delle rette e una mancanza di informazioni sul personale e sul progetto formativo. La retta mensile, che era massima 495 euro, è passata a 660 euro, con un incremento di circa duecento euro, un tema già sollevato in una lettera inviata alla dirigente comunale Sandra Ansuini.
Secondo quanto riferito, i genitori hanno scoperto solo alla fine dell’incontro con la dirigente Ansuini le nuove tariffe del servizio. “Dove li troviamo duecento euro in più, ogni mese?” chiedono i genitori, esprimendo preoccupazione per l’aumento. Ansuini aveva già risposto al timore espresso in una lettera del 15 settembre, tranquillizzando le famiglie sulle condizioni economiche del nuovo gestore. Tuttavia, la determina pubblicata nell’albo pretorio ha confermato l’aumento, con una tariffa di 680 euro, meno il 3%. I genitori sostengono che il costo sia diventato il più alto del Comune, superiore a quello di un nido privato.
La mancanza di trasparenza ha alimentato la rabbia dei genitori.
Nonostante la cooperativa fosse tenuta ad assumere prioritariamente le lavoratrici della precedente gestione, La Locomotiva, nessuna delle maestre è stata contattata da La Piramide. La cooperativa ha pubblicato sui suoi profili social avvisi per ricercare personale, ma non sembra esserci alcuna intenzione di riconfermare le educatrici attuali. I genitori, che non hanno ricevuto alcuna comunicazione riguardo al progetto formativo, si trovano in una situazione di incertezza. “Ora non sappiamo cosa fare, perché con l’anno educativo già avviato le liste d’attesa sono bloccate ed è impossibile trovare un’altra struttura per i nostri figli”, dicono.
La situazione ha scatenato reazioni forti tra i genitori, che si sentono abbandonati e non informati. “Siamo disperati”, hanno dichiarato durante l’incontro con la dirigente Ansuini. I genitori non intendono cedere e intendono difendere i loro diritti e quelli dei loro bambini, chiedendo maggiore trasparenza e una soluzione al problema. La questione rimane aperta, con i genitori che attendono risposte concrete e un piano chiaro per il futuro del servizio.
La procedura di affidamento ha previsto specifiche condizioni economiche, inserite nel quadro regolatorio, ma i genitori sostengono che non sono state rispettate. La mancanza di comunicazioni e la decisione di aumentare le rette hanno creato un clima di tensione e insoddisfazione. La situazione dell’asilo di Borroni rappresenta un caso emblematico di gestione non trasparente e di mancanza di risposte concrete da parte delle istituzioni locali. La questione ha suscitato dibattito tra i genitori e tra i cittadini, che chiedono maggiore attenzione e responsabilità da parte delle autorità. La situazione rimane in sospeso, con i genitori che attendono una soluzione al problema e una maggiore chiarezza su come verrà gestito il servizio per i prossimi anni.
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