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domenica 20 Settembre 2026

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Calabria in emergenza viticola: caldo estremo e cinghiali minacciano la vendemmia 2026

Caldo estremo e cinghiali mettono a rischio la vendemmia in Calabria, con riduzione della resa e aumento della qualità del vino.

La Calabria vive un’estate senza precedenti, con temperature estreme che mettono a rischio la vendemmia 2026. Gli effetti del caldo si fanno sentire sui vigneti, con grappoli bruciati dal sole e un’accelerazione dei tempi di raccolta. Inoltre, i cinghiali, che si muovono in branchi, distruggono interi vigneti, azzerando il lavoro di un anno. La situazione, pur drammatica, vede un aumento della qualità del vino, sebbene la resa per ettaro si riduca.

La crisi climatica e la trasformazione dei vigneti

La crisi climatica ha modificato radicalmente la gestione dei vigneti. Gli ettari vitati si sono sensibilmente ridotti negli ultimi 30-40 anni, a causa dell’espianto a favore degli uliveti, più remunerativi. «E venne l’ulivo che scacciò la vite», spiega Leo Lacquaniti, componente dell’Associazione viticoltori vibonesi. Le quote dei vigneti si stanno alzando per bilanciare l’aumento delle temperature, un fenomeno globale che ha portato a una “vendemmia climatica”. La tendenza va avanti da anni, ma quest’anno, soprattutto sulle uve rosse, dovremo muoverci almeno un mese prima.

La vendemmia anticipata e la qualità del vino

La vendemmia 2026 si svolgerà in anticipo, con alcuni produttori che hanno già iniziato a raccolta a fine luglio, come nel caso di Franciacorta. «La tendenza va avanti da anni, ma quest’anno, soprattutto sulle uve rosse, dovremo muoverci almeno un mese prima», conferma Lacquaniti. Sebbene la resa per ettaro si riduca, le uve si presentano sane e, se raccolte al momento giusto, potranno regalare grandi vini. Si è ridotta la resa per ettaro, ma le uve si presentano sane e se raccolte al momento giusto, al grado di maturazione ideale, ci regaleranno dei grandi vini.

La situazione è ulteriormente complicata dai cinghiali, che si nutrono di uva proprio quando è matura al punto giusto. «Sono ghiotti d’uva e la predano proprio quando è matura al punto giusto. Muovendosi in branchi sono in grado di distruggere un intero vigneto, azzerando il lavoro di un anno», racconta Leo. I produttori hanno adottato misure di difesa, come la recinzione elettrica, ma la lotta è dura. Nonostante le difficoltà, il settore vinicolo vibonese guarda al futuro, con l’obiettivo di ottenere la Doc Costa degli Dei, che potrebbe rappresentare un riconoscimento fondamentale per il territorio. La Calabria, pur affrontando una crisi climatica senza precedenti, cerca di trovare nuove vie per salvaguardare la sua tradizione vitivinicola. Tra riduzione della resa e aumento della qualità, i produttori si preparano a una vendemmia che potrebbe segnare un nuovo inizio per il vino calabrese.

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