Casa Marani, la casa di riposo di Povegliano, ha celebrato i 40 anni con un evento che ha unito alpini, giovani e cittadini in un’esperienza di solidarietà e condivisione. Domenica 13 settembre, il pranzo conviviale degli alpini di Santandrà ha visto la partecipazione di ospiti, famiglie e amici, in un momento che ha rafforzato i legami tra la struttura e la comunità locale. L’evento è stato parte dei festeggiamenti per i 40 anni della casa di riposo, un’occasione per riflettere sul ruolo dell’accoglienza diffusa e sull’importanza di costruire reti di solidarietà vicino a casa.
solidarietà a chilometro zero
La presidente di Casa Marani, Daniela Zambon, ha sottolineato come la solidarietà inizi a casa, vicino a chi ci sta accanto. «Non dimentichiamo chi è solo accanto a noi», ha ricordato, mettendo in luce il concetto di «solidarietà a chilometro zero», che implica accorgersi degli anziani e delle persone fragili che vivono nella stessa comunità, dedicando loro tempo, ascolto e vicinanza. L’evento ha offerto l’occasione per rilanciare un messaggio chiaro: la solidarietà parte da chi ci sta vicino, e si costruisce attraverso piccoli gesti concreti.
progetti dei giovani e coinvolgimento della comunità
Il sindaco Nicola Collavo ha presentato il progetto «Povegliano, noi ci siamo!», che ha visto gli adolescenti del paese impegnati in attività a favore della comunità. Tra i risultati, quattro panchine rimesse a nuovo e la cura del verde nel giardino di Casa Marani. «Piccoli interventi concreti, ma capaci di costruire un legame tra generazioni», ha spiegato il primo cittadino. L’iniziativa ha dimostrato come le nuove generazioni possano contribuire attivamente al benessere del territorio, creando un dialogo tra passato e futuro. Il direttore Maurizio Padovan ha concluso l’evento con una valutazione chiara sull’esperienza della struttura: «Povegliano è la testimonianza che l’accoglienza diffusa funziona». Una casa di riposo, ha sottolineato, diventa davvero parte del paese quando attorno agli ospiti si costruisce una rete che coinvolge istituzioni, associazioni, volontari, famiglie e nuove generazioni. L’esperienza di Casa Marani rappresenta un modello di integrazione e collaborazione, che si basa su un impegno condiviso e su una visione comune del bene comune.
La festa degli alpini di Santandrà ha visto la partecipazione attiva di volontari e famiglie, con un pranzo curato in ogni dettaglio. Gli alpini, affiancati dalle mogli e da numerosi volontari, hanno garantito un’atmosfera calorosa e partecipata. La musica è stata affidata al coro «Le Vecchie Canzoni» di Casacorba, che ha coinvolto i presenti con un repertorio che ha riservato un omaggio speciale alle penne nere, con gli stessi alpini che si sono uniti al canto. L’evento ha rappresentato un momento di condivisione, in cui la solidarietà e la comunità si sono incontrate in un’atmosfera di gioia e rispetto.
La celebrazione dei 40 anni di Casa Marani ha messo in luce l’importanza di un modello di accoglienza che non si limita alle mura della struttura, ma si estende alla comunità intera. L’esperienza di Povegliano dimostra che la solidarietà può nascere da gesti semplici, ma significativi, e che il legame tra generazioni è un pilastro essenziale per il benessere sociale.



