Un emendamento al ddl regionale sul commercio del Veneto, depositato venerdì scorso da Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta in consiglio regionale, prevede l’obbligo per gli esercenti di dimostrare una conoscenza della lingua italiana. La proposta, volta a tutelare i consumatori e migliorare la comunicazione tra esercenti e clientela, richiede una certificazione B1 o titoli equivalenti, con un periodo transitorio di sei mesi per adeguarsi.
La proposta del consigliere regionale Riccardo Barbisan prevede che il titolare dell’attività o un suo delegato possa dimostrare la conoscenza della lingua italiana attraverso una certificazione almeno di livello B1, un titolo di studio conseguito in Italia al termine della scuola dell’obbligo o un attestato di frequenza a un corso professionale riconosciuto. L’obiettivo è garantire una comunicazione chiara e trasparente tra esercenti e clientela, con informazioni disponibili anche in lingua italiana.
La tutela dei consumatori è al centro della proposta.
Barbisan ha spiegato che l’introduzione di requisiti linguistici e professionali mira a promuovere un commercio capace di accogliere e comunicare con tutti i cittadini. «La conoscenza dell’italiano e la chiarezza delle informazioni sono elementi importanti per tutelare i consumatori e favorire un rapporto corretto tra esercenti e clientela», ha dichiarato. L’emendamento include un periodo transitorio di sei mesi per acquisire e presentare la documentazione necessaria al momento della presentazione della Scia.
La proposta, che arriva da Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, mira a valorizzare la professionalità degli operatori e a garantire una disciplina più trasparente nel settore commerciale. «Con questo emendamento intendiamo contribuire a una disciplina che valorizzi la professionalità degli operatori e la trasparenza, nel rispetto delle esigenze delle imprese e di chi ogni giorno entra nei nostri negozi e nei nostri esercizi», ha concluso Barbisan. L’emendamento è parte di un dibattito più ampio sul ruolo delle imprese locali e sulle politiche di inclusione linguistica, che si svolge in un contesto di tensioni tra gruppi politici regionali. La proposta, se approvata, potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso una maggiore standardizzazione e tutela dei consumatori nel settore commerciale del Veneto.
La proposta è stata depositata in un momento in cui la Lega – Liga Veneta cerca di rafforzare la sua posizione nel consiglio regionale, in un contesto di divisioni interne e di tensioni con altre forze politiche. L’obiettivo è creare un quadro normativo che garantisca una comunicazione chiara e una tutela dei consumatori, senza mettere in discussione la capacità delle imprese di operare nel settore. Il periodo transitorio di sei mesi è stato introdotto per permettere agli esercenti di adeguarsi ai nuovi requisiti, evitando un impatto troppo rapido sul mercato. La proposta, se approvata, potrebbe influenzare la pratica quotidiana degli esercenti, richiedendo una maggiore attenzione alla comunicazione e alla professionalità nel settore commerciale.
500 scienziati chiedono una valutazione sull'impatto dei pesticidi sulle salute e ambiente
L’Al-Hilal Omdurman, costretta all’esilio per la guerra, ha vinto due scudetti in Paesi stranieri e…
L’ex premier italiano avverte: un successo elettorale dell’Afd potrebbe mettere in pericolo l’Unione europea.
Evento di Biodanza a sostegno di Medici Senza Frontiere a Bosentino, 27 settembre 2026.
Domenica 20 settembre, Meloni, Salvini e Vannacci si incontrano in contemporanea su palchi diversi, segnando…
Inizia la fase di test per la zona a traffico limitato a Passo Gardena, con…