Il costo della vita in Toscana si mostra in aumento, con inflazione e salari fermi che riducono il potere d’acquisto. I rincari si riflettono su spesa, energia e trasporti, rendendo la vita quotidiana più onerosa per le famiglie. L’aumento dei carburanti incide sui prezzi dei beni e dei servizi, aggravando la situazione. In questa contesto, scegliere il supermercato giusto può fare la differenza: Altroconsumo ha stilato una classifica in cui il Mega di Treviso è il punto vendita più conveniente, mentre in città toscane come Firenze, Pistoia, Lucca e Prato si spende in media meno. Eurospin, invece, è la catena più economica in media.
L’olio extravergine toscano, prodotto da medio-piccoli produttori, ha visto un aumento dei prezzi, con stime tra 13 e 18 €/l nel 2026. Tuttavia, il prezzo al consumatore cresce ulteriormente a causa della bottiglia, della logistica e dei margini. Sotto i 15 €/l, conviene farsi delle domande, poiché il costo dipende da tutta la filiera, che include oliveto, manodopera, rese, frangitura, filtrazione e conservazione. L’aumento dei prezzi è stato di circa 5 €/l rispetto a 10-15 anni fa, con forte variabilità tra zone e qualità. In ristorazione, si propone di valorizzare l’olio e farlo pagare come il vino, ma il clima rende le annate più irregolari, aumentando l’incertezza dei prezzi, soprattutto nelle fasce medio-basse.
La gestione delle case popolari nell’area fiorentina si confronta con un problema di alloggi vuoti e liste d’attesa lunghe. La Casa Spa, che gestisce le case popolari (Erp), si trova a dover affrontare la mancanza di risorse e la lentezza nel recupero e nell’assegnazione degli alloggi. Questo rende difficile rispondere alle esigenze delle famiglie. La Casa Spa è una Spa totalmente pubblica con i Comuni soci, ma non mancano polemiche su legami politici e gestione dell’emergenza casa.
La business aviation in Toscana muove migliaia di voli, ma i passeggeri sono pochi: il valore è dato più dai movimenti che dalle persone trasportate. Firenze, pur per la vicinanza al centro, ha limiti di pista e soprattutto di “stand” (parcheggi), mentre Pisa è più flessibile. Grosseto, invece, cresce come hub del turismo di super-lusso in Maremma. I costi variano molto, da tratte da 4.500 a 6.000 € fino a decine o centinaia di migliaia, e l’economia continua a terra con sosta, handling e servizi. La crescita è frenata più dallo spazio negli aeroporti che dalla domanda.
La multiutility Plures, con ricavi per 2,25 miliardi nel 2025, aggrega diverse realtà locali e è al centro del sistema. Il rinnovo del Cda è cruciale e riapre il dibattito sul ruolo della politica e sull’eventuale quotazione. L’articolo mette a fuoco anche compensi e “costo delle poltrone”, evidenziando come le decisioni di governance possano influenzare l’efficienza e la trasparenza dei servizi. Questi dati e casi concreti mettono in luce le sfide economiche e sociali che la Toscana affronta, con un focus su consumi, servizi, abitazioni e mobilità. La situazione richiede una gestione attenta e una politica orientata a risolvere i nodi che ostacolano la crescita e il benessere delle comunità locali.
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