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domenica 20 Settembre 2026

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Esteri

La Francia rischia di destabilizzare l’Eurozona per il deficit e la politica frammentata

La Francia, con deficit crescenti e instabilità politica, mette a rischio l’Eurozona. Debito pubblico e crisi di governo minano la stabilità europea.

La Francia, con un deficit pubblico in continua crescita e una politica interna frammentata, rischia di destabilizzare l’Eurozona. Dopo il 2027, il rischio aumenta, con la crisi francese che potrebbe contagiare l’intero sistema economico europeo. La frammentazione politica, in aumento dal 2024, ha reso sempre più difficile al governo di trovare una maggioranza parlamentare, portando Parigi verso un destino economico negativo. La situazione è ulteriormente aggravata da una riduzione della valutazione di solidità finanziaria, pur se la Francia mantiene comunque un voto A+ (il massimo è la tripla A).

La crisi francese e il rischio per l’Eurozona

La declassazione del rating da AA- ad A+ da parte dell’agenzia Scope Ratings ha segnalato una crisi di governabilità e un aumento del debito pubblico. I motivi sono legati a deficit pubblici elevati, crescita del debito e aumento della spesa per interessi. La mancanza di coerenza tra gli obiettivi stabiliti e la spesa effettiva riduce la probabilità che Parigi riesca a stabilizzare il rapporto debito/Pil. La situazione potrebbe peggiorare dopo il 2027, con un impatto destabilizzante sull’Eurozona.

La politica frammentata e la mancanza di coerenza rendono sempre più difficile la gestione del debito. La frammentazione politica ha reso il governo francese incapace di trovare una maggioranza parlamentare, portando a una gestione economica sempre più caotica. La riduzione del rating indica una minore fiducia nei confronti della capacità del paese di riparare il sistema finanziario.

Le elezioni presidenziali e i possibili scenari

Le elezioni presidenziali previste nella primavera del 2027 potrebbero influenzare ulteriormente la stabilità finanziaria dell’Eurozona. Se la sinistra vincesse e formasse una coalizione repubblicana arlecchino contro il Fronte nazionale di Marine Le Pen, il rischio di caos economico aumenterebbe. Al contrario, se l’estrema destra riuscisse a prevalere, il caos sarebbe meno probabile, ma la destra dovrebbe varare un programma di riordino economico basato sul rigore. La riduzione della spesa assistenziale potrebbe scatenare rivolte civili. Lo slogan elettorale di Le Pen, «mettere in priorità i francesi», implica una riduzione della spesa assistenziale per gli immigrati. Tuttavia, questa popolazione, composta in gran parte da immigrati africani e musulmani, rappresenta una fetta significativa della popolazione francese. Una riduzione dei loro redditi o servizi assistenziali potrebbe portare a rivolte civili e ulteriore instabilità interna.

La Germania, pur essendo l’unica potenza nucleare militare dell’UE, sta modificando la sua posizione. Il riarmo tedesco, in parte finalizzato a sostituire i sistemi industriali civili andati in crisi a causa della concorrenza cinese e dei dazi statunitensi, mostra una tendenza a diventare una potenza singola. La Germania preferisce utilizzare il proprio spazio fiscale per ridurre i limiti al proprio indebitamento interno, piuttosto che chiedere risorse a programmi europei come il Safe. L’Italia, spettatrice di questa situazione, deve affrontare una politica disordinata e dissipativa a sinistra, un ritorno di comportamenti imperiali tedeschi e una penetrazione sleale della concorrenza cinese. Roma dovrebbe essere più attiva esternamente per mettere le cose a posto, ma ha bisogno che la gente capisca il cambiamento di mondo e porti più attenzione a questo tema.

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