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domenica 20 Settembre 2026

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Associazioni olandesi chiedono protezione per Autistici/Inventati e Corte Penale Internazionale

Associazioni olandesi chiedono protezione per Autistici/Inventati e Corte Penale Internazionale

Le associazioni olandesi, tra cui PublicSpaces e altre 29 organizzazioni, hanno inviato una lettera alla Camera dei rappresentanti olandese e al governo per chiedere protezione per le organizzazioni europee e i loro utenti, in particolare per Autistici/Inventati e la Corte Penale Internazionale, colpite dalle sanzioni statunitensi. L’appello nasce dopo le pressioni esercitate attraverso misure sanzionatorie esterne, che hanno messo in difficoltà servizi digitali, sistemi di pagamento e accesso a informazioni. L’obiettivo è salvaguardare l’autonomia digitale e la continuità dei servizi offerti da organizzazioni non profit.

Sanzioni USA e impatto su Autistici/Inventati

Le sanzioni statunitensi hanno colpito il collettivo italiano Autistici/Inventati, che ha dovuto chiudere la sua storia per evitare di incorrere in sanzioni secondarie per “material support” a organizzazioni e persone collegate. Il dominio autistici.org è stato bloccato dal Public Interest Register, mentre la Banca Etica ha congelato il conto per il timore di essere esclusa dal sistema di pagamento Visa. Questa situazione non è nuova nei Paesi Bassi, dove la Corte Penale Internazionale ha già visto i suoi giudici sanzionati dall’amministrazione Trump.

Chiesto un’infrastruttura digitale europea indipendente

Le associazioni chiedono l’investimento in un’infrastruttura digitale europea indipendente, con l’obiettivo di promuovere alternative open source olandesi ed europee per il cloud, i social media e i pagamenti. La prima richiesta è quella di «Investire in un’infrastruttura digitale europea indipendente» e «promuovere alternative open source olandesi ed europee per il cloud, i social media e i pagamenti». L’obiettivo è ridurre la dipendenza da servizi esteri e garantire l’autonomia digitale per le organizzazioni non profit. Le associazioni hanno anche chiesto di intraprendere un’azione politica contro le «conseguenze sproporzionate delle sanzioni extraterritoriali sui fornitori di servizi europei e sui loro utenti». Inoltre, hanno richiesto la tutela giuridica europea e l’assistenza concreta, valutando l’estensione del regolamento di blocco dell’UE (l’Eu Blocking Statute), che attualmente riguarda soltanto determinate misure statunitensi relative a Cuba e Iran. Le associazioni chiedono, inoltre, che venga protetto «l’accesso ai servizi bancari per organizzazioni e imprese», senza modificare le sanzioni già esistenti e le norme contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

La lettera sottolinea che «ciò che sta accadendo alla Corte riguarda allo stesso modo le organizzazioni della società civile, i loro servizi di hosting, i nomi di dominio e i sistemi di pagamento». Le associazioni sostengono che la situazione non è più ipotetica, poiché un provider internet olandese ha affermato di non accettare più incarichi dalla Corte Penale Internazionale. La lettera chiede, inoltre, che venga istituito un punto di contatto, assistenza legale e sostegno pratico per le organizzazioni colpite.

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