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domenica 20 Settembre 2026

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Cultura

Giorgia Lisi: l’identità come conflitto interiore e rappresentazione visiva

Giorgia Lisi, fotografa e artista, parla dell’identità come conflitto interiore e rappresentazione visiva.

Il 20 settembre 2026, la rubrica Other Identity ha ospitato Giorgia Lisi, fotografa e artista in formazione, per un’intervista che ha svelato le sue riflessioni sull’identità, la rappresentazione e il rapporto tra privato e pubblico. L’artista, nata nel Sud Italia e attualmente in studio presso la Royal Academy of Arts (KABK) a L’Aia, ha parlato del suo lavoro e delle sue convinzioni artistiche, in un contesto che vede l’arte come strumento per esplorare le complessità dell’essere umano contemporaneo.

Identità come conflitto e interiorizzazione

Giorgia Lisi descrive l’identità come un processo continuo, legato alle esperienze e alle emozioni che si accumulano nel tempo. «Io penso che siamo il risultato delle esperienze, degli input, delle interferenze che abbiamo avuto con il mondo e che si sono cristallizzate su una qualche nostra superficie interiore», ha spiegato. Per lei, l’arte non è una ricerca di novità, ma una fedeltà al proprio modo unico di interiorizzare il mondo. «Per me ciò che ha valore quando si rappresenta è quindi non tanto una ricerca sfrenata di ciò che nel 2025 non è stato ancora artisticamente esplorato ma più il rimanere fedeli al proprio modo già di per sé unico e irripetibile di interiorizzare tutti questi stimoli», ha sottolineato.

La fotografia come strumento di espressione

La fotografia, per Giorgia, è un mezzo per esprimere emozioni e riflessioni. «La mia identità nell’arte è caratterizzata dalla curiosità di esplorare la nozione di conflitto e come l’essere umano contemporaneo sia legato ad esso», ha detto. Il suo lavoro, come il progetto In the darkness I can see you, si concentra sull’analisi della condizione umana e sulle sue influenze sociali. «Vedo la fotografia come un modo per catturare le emozioni e le tensioni che viviamo», ha aggiunto. Il progetto è stato selezionato per la categoria Creative da Sony World Photography Awards e pubblicato da riviste come Photovogue e Der Greif.

Giorgia ha anche parlato del rapporto tra privato e pubblico, sottolineando come la rappresentazione di sé sia un processo continuo. «Il nostro privato è pubblico e la rappresentazione di noi stessi si modifica e si spettacolarizza continuamente in ogni nostro agire», ha osservato. Per lei, l’arte non è solo una forma di espressione, ma un modo per esplorare le complessità dell’essere umano e delle sue relazioni con il mondo.

Formazione e progetti futuri

Nel 2022, Giorgia ha frequentato il corso “La fotografia e l’immagine contemporanea” presso la scuola e spazio d’arte “linea” a Lecce. Attualmente, studia presso la Royal Academy of Arts (KABK) a L’Aia, dove continua ad esplorare diverse possibilità visive tramite il mezzo fotografico. «Sono interessata al folklore e al suo collegamento con le problematiche attuali», ha detto. Il suo lavoro si basa su una profonda riflessione sull’essere umano e sulle sue dinamiche interne, con un focus particolare sulle emozioni e sulle tensioni che caratterizzano la società contemporanea. Giorgia Lisi, con la sua visione unica e la sua capacità di esprimere emozioni attraverso la fotografia, rappresenta una voce importante nel panorama dell’arte contemporanea. Il suo lavoro, ispirato da esperienze personali e da una profonda riflessione sull’identità, continua a esplorare le complessità dell’essere umano e del suo rapporto con il mondo.

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