La guerra in Medio Oriente continua a scaldare i rapporti internazionali, con l’Italia che rassicura che non è in conflitto con gli Houthi, mentre gli Stati Uniti avvertono di un rischio di rapida escalation del conflitto. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha chiarito in un’intervista al Corriere della Sera che l’Italia non è in guerra con il gruppo ribelle yemenita, sottolineando che la missione europea Aspides è volta a proteggere il traffico marittimo commerciale, non a entrare in conflitto diretto.
La missione Aspides e la difesa del traffico marittimo
La missione Aspides, nata per garantire la sicurezza del passaggio dei mercantili attraverso il Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb, è descritta da Tajani come una missione difensiva. “Tanto è vero che la missione europea Aspides è nata e rimane una missione difensiva, che vuole solo garantire il passaggio dei mercantili che transitano dal Mar Rosso e da Bab el-Mandeb proteggendoli da eventuali attacchi degli Houthi”, ha spiegato il ministro. L’Italia, che vede il 40% del proprio traffico marittimo commerciale e il 60% delle merci esportate verso l’Asia passare attraverso queste rotte, ha chiesto a lungo l’intervento di altri Stati per rafforzare la missione.
Le dichiarazioni di Tajani e la posizione italiana
Tajani ha ribadito che l’Italia non è in guerra con gli Houthi, anche dopo l’attacco avvenuto nella notte tra il 17 e 18 settembre contro la base aerea di Ta’if in Arabia Saudita, in cui è stato danneggiato un caccia italiano. “No, non siamo in guerra. Questo continueremo a far di fronte all’aggravamento della situazione nello stretto, sollecitando l’Unione europea a rinnovarla, perché abbiamo un forte interesse strategico”, ha aggiunto. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato la posizione italiana, sottolineando che Roma non è in guerra.
La situazione è ulteriormente complessa per gli Stati Uniti, che hanno diffuso un’allerta di sicurezza rivolta ai cittadini americani in Medioriente o che intendono recarsi nella regione. Il dipartimento di Stato ha avvertito che il conflitto legato all’Iran e agli Houthi “ha il potenziale di avere una rapida escalation”. La comunicazione ha raccomandato ai cittadini statunitensi di mantenere la massima vigilanza e di prepararsi a possibili disagi nei viaggi, a causa degli attacchi degli Houthi sostenuti dall’Iran contro l’Arabia Saudita.
Il ritorno anticipato del presidente USA Donald Trump alla Casa Bianca, dopo aver lasciato con un giorno di anticipo la residenza di Camp David, è stato visto come un segno del crescente allarme per la situazione in Medio Oriente. La comunicazione del dipartimento di Stato ha sottolineato che “questo conflitto militare ha il potenziale di una rapida escalation”, con rischi per la sicurezza e per i viaggi in regione. La missione Aspides, quindi, rimane un elemento chiave per la difesa del traffico marittimo italiano, ma la situazione resta tesa e i rischi di escalation continuano a essere monitorati da tutti i protagonisti. L’Italia, pur non essendo in guerra con gli Houthi, continua a chiedere supporto internazionale per garantire la sicurezza delle sue rotte commerciali.



