Il Libano, in un momento di incertezza e tensione, cerca un futuro di pace attraverso un dialogo che coinvolge l’Italia, la Francia e la Santa Sede. Bernard Selwan El-Khoury, italo-libanese e fondatore del Centro per l’Orientale Strategico Monitoraggio (Cosmo), ha sottolineato come il ruolo dell’Italia nel Paese sia cresciuto negli ultimi anni, diventando un attore chiave nella diplomazia e nella ricostruzione. La situazione, tuttavia, dipende in gran parte dalle elezioni israeliane e dal nuovo governo che ne uscirà. La credibilità del Libano al tavolo negoziale passa attraverso la capacità di garantire stabilità in tutto il Paese, specialmente nel sud, dove l’esercito non ha mai avuto pieno controllo.
Un ruolo crescente dell’Italia
L’Italia, secondo El-Khoury, ha ricoperto un ruolo senza precedenti negli ultimi cinquant’anni nel Libano, non solo ospitando i negoziati ma anche supportando il governo locale. Questo ruolo si colloca in un contesto di competizione diplomatica con la Francia, che ha un’esperienza storica nel Paese. La Francia, attraverso il vertice di Parigi, ha cercato di rafforzare l’esercito libanese (LAF), un passo cruciale per la sovranità dello Stato. Tuttavia, l’Italia, grazie all’impegno in Unifil e alla sua neutralità, è percepita come un attore più vicino alla cultura libanese.
La politica di Netanyahu ha creato una zona cuscinetto che mette in pericolo la stabilità del sud del Libano. L’operazione militare nonostante la tregua ha causato disagi ai villaggi, anche cristiani, e ha reso la situazione sempre più complessa. La competizione tra Israele e Hezbollah, insieme alla pressione militare, potrebbe portare a una situazione di instabilità. Tuttavia, le elezioni israeliane potrebbero aprire nuove possibilità per un dialogo più serio tra Israele e il Libano.
La centralità del Libano nella politica mediterranea
Il Libano, come ha sottolineato El-Khoury, continua a rivestire una centralità fondamentale per la politica mediterranea. L’Italia, con la sua vicinanza storica e la sua posizione geografica, ha un’occasione unica per giocare un ruolo economico e diplomatico significativo. Il Paese, che è grande quanto l’Abruzzo, ha potenzialità in diversi settori, tra cui l’esplorazione del gas e il settore bancario. La ricostruzione del Paese richiederà un impegno internazionale, e l’Italia può essere un partner chiave in questa direzione. La Santa Sede è vista come un punto di riferimento per tutte le confessioni religiose in Libano. La visita del Papa ha dimostrato come il Libano sia un messaggio per il mondo, un messaggio che deve essere preservato. La Santa Sede, attraverso il Nunzio, continua a supportare le popolazioni in difficoltà, rischiando la vita per portare aiuti ai villaggi cristiani. La popolazione, qualunque sia la sua fede religiosa, è convinta che il Vaticano sia il suo protettore più importante.
El-Khoury ha anche sottolineato l’importanza del dialogo e della formazione, non solo per l’esercito ma anche per la popolazione. Il Libano, con le sue 18 confessioni religiose, ha bisogno di programmi che promuovano la coesione sociale e l’identità nazionale. Cosmo, con le sue due sedi a Roma e a Beirut, cerca di costruire un ponte tra le due sponde del Mediterraneo, facilitando il dialogo e l’investimento. La sintonia tra Italia e Libano, come ha ricordato El-Khoury, è una forza enorme per entrambi i Paesi.



