Il progetto “Tutti in barca per vivere e sentire il mare” ha visto luce a San Cataldo, in provincia di Lecce, grazie all’impegno dell’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Lecce e alla collaborazione con l’associazione Anteas Lecce. L’iniziativa, volta a rendere il litorale accessibile a persone con disabilità, ha visto la sua prima uscita con i soci dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici), permettendo loro di vivere un’esperienza sul mare in modo pienamente inclusivo.
La realizzazione del progetto si basa su un’imbarcazione speciale e accessibile messa a disposizione da Anteas Lecce, che ha reso possibile un tour lungo la costa leccese. L’obiettivo è garantire a tutti, indipendentemente dal tipo di disabilità, la possibilità di vivere l’esperienza del mare in modo pienamente partecipativo. Per consentire la massima partecipazione, nel corso della giornata sono stati organizzati più giri in barca, permettendo a diversi gruppi di godere dell’escursione.
Il progetto “Tutti in barca” proseguirà nei prossimi mesi coinvolgendo progressivamente numerose altre associazioni e realtà del terzo settore del territorio leccese, fino al mese di ottobre, per poi riprendere con l’arrivo della bella stagione nel 2027. L’obiettivo è creare un percorso continuo di inclusione, che si estende a tutta la comunità locale. “Il mare è un patrimonio di tutti e per tutti”, ha dichiarato l’assessore Andre Guido, sottolineando l’importanza del progetto come simbolo di accessibilità universale. “Le uscite in barca sono pensate per abbracciare l’intera comunità delle persone con disabilità”, ha aggiunto Guido, ringraziando Anteas Lecce per il contributo fondamentale e l’Uici per aver inaugurato con lui il percorso. L’iniziativa rappresenta un passo significativo verso l’inclusione, con un’attenzione particolare alle esigenze delle persone con disabilità sensoriale e fisica. L’esperienza ha suscitato emozioni e orgoglio, dimostrando come l’accessibilità possa essere un valore concreto e tangibile. Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra enti pubblici e associazioni del settore, con un impegno condiviso per rendere il mare un luogo accessibile e fruibile per tutti. L’esperienza di San Cataldo rappresenta un esempio concreto di come l’inclusione possa essere messa in pratica, con un impegno costante e una visione a lungo termine.
Il progetto si propone come un modello per altre iniziative future, con l’obiettivo di estendere l’accessibilità a tutta la comunità. L’esperienza del primo giorno ha dimostrato come l’inclusione possa essere vissuta in modo concreto e partecipativo, con un’attenzione alle esigenze di ogni singolo partecipante.
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