Il Partito Democratico ha espresso preoccupazione per le criticità emerse nell’assistenza domiciliare del Trentino, denunciando forzature e mancanza di integrazione tra i servizi. I consiglieri provinciali Paolo Zanella e Francesca Parolari hanno sottolineato come la gestione del personale e la continuità assistenziale siano in grave pericolo a causa della mancata integrazione tra il Servizio di Assistenza Domiciliare (Sad) socio-assistenziale e il Servizio Socio-Sanitario. La situazione, secondo i rappresentanti del Pd, sembra non avere precedenti e potrebbe comportare un rischio diretto per i pazienti.
L’aggiudicazione dei tre lotti dell’appalto pubblico dell’Asuit per i servizi di assistenza domiciliare integrata è stata vinta dal Consorzio Blu, una cooperativa proveniente da Faenza. L’appalto, che prevede un importo di circa 24 milioni di euro per sei anni, ha alimentato preoccupazioni e interrogativi sul futuro del servizio. I consiglieri del Pd hanno evidenziato come il Consorzio subentrante sembri in grave difficoltà nel reperire il personale necessario per garantire l’avvio del servizio, tanto da aver invocato una clausola sociale fuori contesto.
La clausola sociale non è uno strumento per garantire il personale
Secondo Zanella e Parolari, la clausola sociale, che è prevista per tutelare la stabilità lavorativa, non dovrebbe essere utilizzata come strumento per garantire il personale a chi vince un appalto senza averlo. I lavoratori delle cooperative locali, che operano sul versante socio-assistenziale e sanitario, non corrono alcun rischio occupazionale, poiché hanno scelto di rimanere legati alle realtà territoriali. La situazione, però, sembra essere andata in un’altra direzione, con un’organizzazione che non rispetta le norme di gara.
La gestione dei nuovi ingressi nei servizi domiciliari appare frazionata, con l’intervento futuro del Consorzio Blu limitato al solo accesso mattutino, mentre gli altri accessi saranno lasciati in carico al Sad socio-assistenziale delle cooperative. Questo modello, che non ha precedenti, potrebbe portare a una gestione discontinua e a un rischio per la stabilità del rapporto di fiducia tra operatore e paziente. I consiglieri del Pd hanno sottolineato come questa situazione possa compromettere la continuità assistenziale e la qualità del servizio.
Un’interrogazione depositata in piazza Dante
Da qui l’interrogazione depositata in piazza Dante, con l’auspicio che venga chiarito se tutto ciò sia conforme alla legge e alle norme di gara. I rappresentanti del Pd hanno anche espresso preoccupazione per i dubbi sui costi residui che potrebbero gravare sulle Comunità di Valle e per il sospetto che lo slittamento scaglionato delle partenze dell’appalto sia solo un escamotage per concedere più tempo al Consorzio per cercare personale sul mercato. La situazione, se non risolta, potrebbe portare a un ulteriore peggioramento della qualità dei servizi e a un aumento delle liste d’attesa, con il Trentino che si conferma ultimissimo in Italia per le prime visite. Il Pd, attraverso Zanella e Parolari, invita a una riflessione su come gestire i servizi territoriali e a una maggiore attenzione alla continuità assistenziale per i pazienti.
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