La Regione Emilia Romagna ha avviato una serie di interventi anti-alluvione lungo il fiume Ronco, con particolare attenzione al territorio di Coccolia e alla diga di San Marco. Gli interventi, che si concentrano sul consolidamento dell’argine e sulla gestione della vegetazione, sono parte di una strategia mirata a ridurre i rischi di inondazione in un contesto di cambiamenti climatici e previsioni di precipitazioni sempre più intense. I lavori, avviati a settembre, si svolgono in diversi punti lungo il fiume, con un focus su aree critiche come l’argine destro e la strada che collega Coccolia alla frazione, chiusa al traffico da un anno.
I lavori di sfalcio lungo il corso d’acqua lungo la Ravegnana seguono una procedura specifica: il taglio delle piante permette alle radici di sopravvivere, favorendo il consolidamento dell’argine e la ricrescita della vegetazione primaverile-estiva. Questa strategia, che prevede l’uso di isole per lasciare tratti ricoperti di canne e alberelli, mira a aumentare il coefficiente di attrito dell’acqua, rallentandone il corso senza ostacolarlo. I primi risultati sono visibili a Coccolia, dove si osserva la ricrescita di alberi rispuntati dopo gli interventi successivi all’alluvione.
Un altro cantiere è in corso sull’argine destro del fiume, nei pressi di Borgo Sisa, fra Coccolia e Forlì. I lavori, disposti dalla Regione, hanno portato alla chiusura al traffico della strada che da Coccolia porta alla frazione, con gravi problemi di collegamento per gli abitanti. L’impresa Ecocave srl è impegnata nel consolidamento della sommità dell’argine, con il cantiere aperto il primo settembre e previsto per la conclusione entro il 31 gennaio. La mole maggiore di lavoro dovrà essere affrontata da Ponte Vico verso valle.
La strategia anti-alluvione, avviata ad agosto nel Forlivese, si estende anche nel territorio ravennate, con interventi su vegetazione lungo i corsi del Ronco e del Montone. La Regione ha reso noto che il cantiere dovrebbe attivarsi a breve, a ottobre, in vista delle previsioni di precipitazioni intense. I lavori, che costano mezzo milione di euro, sono portati avanti dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, con un focus su aree a rischio come la diga di San Marco.
Conclusi da tempo i lavori di consolidamento con dighe di massi su entrambi gli argini fra San Marco e Borgo Montone, un altro cantiere è in corso per l’accertamento di infiltrazioni alla base dell’argine sinistro. Si stanno effettuando prospezioni a mezzo di una sonda che raggiunge varie profondità, con l’obiettivo di garantire la stabilità del tratto di fiume. Questi interventi rappresentano un passo importante per la prevenzione delle alluvioni, in un contesto in cui il surriscaldamento del Mediterraneo ha reso sempre più prevedibili eventi meteorologici estremi.
La gestione della vegetazione lungo i corsi d’acqua è un elemento chiave della strategia anti-alluvione. La procedura ad isole permette di lasciare tratti ricoperti di canne ed alberelli, aumentando il coefficiente di attrito dell’acqua senza ostacolarne il corso. I lavori, che si svolgono in diversi punti lungo il fiume, sono parte di un piano più ampio per migliorare la resistenza degli argini e ridurre i rischi di inondazione. La Regione ha reso noto che i cantiere dovrebbero attivarsi a breve, a ottobre, in vista delle previsioni di precipitazioni intense.
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