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domenica 20 Settembre 2026

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M5s e Nova: Primarie necessarie per ridurre la fluidità del partito

M5s e Nova discutono la necessità di primarie per ridurre la fluidità del partito e garantire il sostegno a Schlein.

Il Partito dei Cinque Stelle e il gruppo Nova si interrogano sulla necessità di organizzare primarie per ridurre la fluidità del partito e garantire il sostegno a Giorgia Schlein. Secondo quanto riferito, il partito è considerato fluido e non si può garantire che i militanti e i parlamentari votino per Schlein. La situazione, pur se ottimista, presenta una serie di incertezze legate alla presenza di Matteo Renzi e alla sua potabilità per i propri elettori.

La fluidità del partito e la sfida delle primarie

La fluidità del Partito dei Cinque Stelle rappresenta un elemento di discussione tra i militanti e i parlamentari. Secondo quanto emerso durante la convention, il partito non è in grado di garantire un sostegno unanime a Schlein, a causa della presenza di figure come Renzi, che non convince l’elettorato. La necessità di primarie emerge come una soluzione per ridurre le incertezze e stabilizzare la leadership.

La presenza di Renzi potrebbe diventare un’altra miccia per la coalizione.

La leader dei Giovani Democratici, Virginia Libero, ha spiegato di voler guidare i “disertori” di fronte alla minaccia di una guerra, ma ha attirato critiche “del sistema”. Questo scenario si ripete anche all’interno del Movimento, dove la presenza di Renzi potrebbe diventare un’altra miccia per la coalizione. La senatrice Barbara Floridia ha sottolineato che la presenza di Renzi potrebbe essere inclusa solo se sarà depotenziata, ovvero se rappresenterà effettivamente il 2 per cento di supporto che ha.

La strategia per ridurre le incertezze

La strategia per ridurre le incertezze interne al partito passa attraverso l’organizzazione di primarie. Secondo Francesco Silvestri, il modo migliore per tagliare la testa al toro è procedere con le primarie, altrimenti si continuerà a girare intorno a domande non risolte. La scelta del candidato più competitivo o la quantità di voti non sono considerate soluzioni soddisfacenti, poiché non risolvono le tensioni interne.

Le primarie potrebbero stabilizzare il sostegno a Schlein.

La gara, dunque, è tra Schlein, Conte e chi vuole unirsi. Farli rinunciare a priori sarebbe anche screditante nei loro confronti, quindi la soluzione passa attraverso un processo democratico che permetta di stabilire chi sarà il candidato più adatto a rappresentare il Movimento. La fluidità del partito, se gestita correttamente, potrebbe diventare un vantaggio, ma solo se si riesce a trovare un accordo su chi dovrà guidare la prossima campagna elettorale. La convention ha visto un’ottima partecipazione, con un umore positivo e una forte convinzione che il tema della pace e della diplomazia sarà centrale nella prossima campagna. La presenza di Giuseppe Conte, che si presenta come un candidato di spicco, ha suscitato interesse, ma non ha risolto le tensioni interne. La sfida per il Movimento è trovare un equilibrio tra la fluidità e la coesione, per garantire un sostegno unanime a Schlein.

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