Matteo Chinaglia, 49 anni, è morto improvvisamente durante una festa di addio al celibato a Napoli, stroncato da un malore nella notte tra venerdì e sabato. La notizia ha raggiunto in breve tempo Arquà Polesine, dove era conosciuto come Pio, per la sua naturale convivialità e la capacità di rallegrare chi gli stava accanto. La comunità, incredula e sgomenta, si stringe attorno alla madre Anna e ai tre fratelli Mauro, Mirco e Massimo. La causa del decesso, per ora non definita, sarà chiarita dagli accertamenti in corso.
Matteo Chinaglia era un uomo che viveva la vita con entusiasmo e dedizione. Attivo per anni come volontario del Maggio arquatese, dirigente della squadra di calcio Amatori e membro dell’associazione Musici e Sbandieratori di Arquà Polesine, ha sempre dato il suo contributo alla comunità. Era anche pluripremiato dall’Avis e legato da sempre a questa associazione. Negli ultimi anni, pur avendo lasciato l’attività agonistica, continuava a partecipare come passabandiere della Grande Squadra, dimostrando una straordinaria capacità di stare insieme agli altri. «Ha trascorso con noi una parte importante della sua vita, tra allenamenti, gare, tornei e tantissime uscite», ha ricordato il presidente Diego Fenza. Con lui sapevi che prima o poi sarebbe arrivata una battuta o una delle sue trovate capace di far ridere tutti.
Il sindaco Enrico Serafin ha espresso un dolore profondo, ricordando come Matteo fosse una persona che aveva lasciato un segno indelebile nella comunità. «Eri amicizia, compagnia, presenza», ha detto, riferendosi al ricordo condiviso da tutti. Il tuo sorriso, la tua allegria, la tua simpatia erano parte di te. «Hai vissuto tante passioni e tante esperienze, hai incontrato tantissime persone e, in ognuna di queste occasioni, hai lasciato qualcosa di te. Il Palio, la musica, lo sport, le feste, le serate, le amicizie di una vita. Ma soprattutto hai lasciato ricordi. Ricordi di tamburi e di gare, di trasferte e di serate, di feste e di momenti trascorsi insieme. Ricordi di risate incontenibili, di scherzi, di chiacchiere e di quella tua capacità di rendere speciale anche una serata qualunque.»
«E poi c’è il bene che hai saputo dare agli altri, capace di esserci, di dare una mano, di trasmettere entusiasmo e di far sentire gli altri parte di qualcosa. Ed è forse per questo che oggi il dolore è così grande. Il vuoto lo sente tutta la comunità. Grazie Pio per quello che sei stato e per il segno che lasci nei nostri cuori.»
Il funerale di Matteo Chinaglia sarà celebrato martedì alle 15.30 in chiesa ad Arquà. La sua morte improvvisa ha lasciato un vuoto enorme, ma il ricordo di un uomo che ha saputo vivere con allegria e dedizione rimarrà per sempre nella comunità.
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