Un fulmine ha colpito il vecchio Faro del Cardeto, causando danni gravi alla struttura in disuso da decenni. Il tetto è stato distrutto, mentre sulla facciata si sono aperte crepe profonde. L’area del Belvedere Scataglini è stata chiusa al pubblico per motivi di sicurezza, dopo che detriti del faro sono stati ritrovati nella boscaglia. L’evento ha suscitato preoccupazione tra i residenti, alcuni dei quali hanno inizialmente pensato a un’esplosione. L’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini ha parlato di «un danno significativo», e ha sottolineato l’importanza di mettere in sicurezza la struttura per evitare ulteriori aggravamenti.
Già da questa mattina, gli uffici del Demanio sono al lavoro per individuare il percorso più opportuno per la messa in sicurezza del faro. Tombolini ha sollecitato l’immediata azione, sottolineando che la stabilità strutturale deve essere garantita per prevenire nuovi crolli di calcinacci. I vigili del fuoco del comando di Ancona sono intervenuti insieme all’assessore per delimitare la zona a rischio. Il timore è che un’ulteriore ondata di maltempo possa causare nuovi danni. Oltre a una forte pioggia, in mattinata sono state avvistate diverse trombe d’aria al largo di Ancona.
La struttura è in grave pericolo e la chiusura del Belvedere è necessaria per la sicurezza.
Il timore, più che quello di un cedimento strutturale completo, è quello che un’ulteriore ondata di maltempo possa provocare nuovi crolli di calcinacci. L’area del Belvedere Scataglini è completamente inaccessibile, visto che i detriti del faro sono stati ritrovati addirittura nella boscaglia. L’assessore Tombolini ha ribadito l’importanza di garantire la stabilità strutturale e di evitare ulteriori aggravamenti. «Per questo credo che sarà importante mettere immediatamente in sicurezza il faro», ha sollecitato, rispondendo alle domande dei cronisti.
Il Faro del Cardeto era al centro di un progetto di riconversione culturale, che prevedeva l’affidamento della struttura al professore bolognese Gino Gianuizzi. L’obiettivo era trasformare l’area in una fucina di artisti. Il direttore Dello Russo ha confermato che l’iter procedurale era in corso, ma ora i tempi si allungano. «Il progetto resta, ma ora i tempi inevitabilmente si allungano», ha detto. Il sindaco Daniele Silvetti ha espresso profondo sconforto, sottolineando che la ferita non è solo del «vecchio Faro», ma ha colpito anche la comunità locale. «Lo squarcio così netto e profondo non ha lasciato impassibili neanche gli anconetani più lontani», ha scritto.
Il progetto culturale era in fase avanzata e ora dovrà essere riprogrammato.
Il Ministero della Cultura è stato coinvolto, essendo il Faro un bene tutelato. L’impegno per il recupero è massimo, ma le previsioni sono prematuramente difficili. «Adesso è prematuro fare previsioni ma l’impegno è massimo per iniziare il percorso di recupero del faro», ha assicurato Pierpaolo Russo, al Corriere. Il lavoro per il ripristino inizierà non appena saranno garantite le condizioni di sicurezza necessarie. Il Faro del Cardeto, simbolo di storia e cultura, dovrà tornare a essere un punto di riferimento per la città.
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