La plastica riciclata, un elemento chiave del sistema di raccolta differenziata, sta mettendo in crisi i comuni italiani. Non venduta, preferita dai produttori per l’importazione dall’Asia, la situazione ha portato a un aumento degli stoccaggi presso i centri di raccolta, quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’allarme è stato lanciato da Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani, che ha sottolineato come la crisi sia strutturale e si manifesti ogni volta che il mercato è sfavorevole.
La crisi non è solo italiana: in tutta Europa, negli ultimi tre anni, sono stati chiusi 45 impianti di riciclo, con una perdita di capacità di 400.000 tonnellate e 1.700 posti di lavoro nel solo 2025. In Italia, da gennaio 2025, cinque centri di selezione sono stati chiusi. La situazione ha portato a un aumento dei costi per i comuni, che perdono tra i 350 e i 400 milioni di euro, rischiando di rifarsi sui cittadini con un aumento della Tari, la tassa locale sui rifiuti.
Responsabilità e sanzioni per i comuni
Secondo quanto riportato nel documento dell’Anci, la differenziata è aumentata del +3,8% nel 2025 e del +4,5% nei primi mesi del 2026. Tuttavia, un quarto del materiale pressato disponibile non trova una collocazione sul mercato. I comuni, pur essendo obbligati a garantire la raccolta differenziata, non riescono a conferire quanto raccolto e riciclato per responsabilità non imputabili a loro. Questo ha portato a un rischio di sanzioni elevate per la mancata raccolta, che potrebbe tradursi in un’interruzione di pubblico servizio.
Le amministrazioni, oltre a perdere soldi, sono esposte anche al rischio di sanzioni elevate per la mancata raccolta. Manfredi ha chiesto al Governo di approvare alcune norme per risolvere la situazione: rendere esigibile e sanzionabile l’obbligo consortile di ritiro, prevedere incentivi fiscali per la plastica riciclata, tutelare i comuni da sanzioni per inadempimento non loro imputabile e chiarire il perimetro della responsabilità estesa del produttore. Inoltre, il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, che a livello nazionale è al 65%, comporta multe per le amministrazioni.
Un sistema in crisi e un futuro incerto
La crisi della plastica riciclata ha messo in luce le fragilità del sistema di raccolta differenziata e la necessità di un intervento governativo. I comuni, pur essendo coinvolti in un sistema che mira a ridurre i rifiuti, si trovano in una posizione di vulnerabilità. La preferenza dei produttori per l’importazione dall’Asia ha reso la plastica riciclata italiana meno competitiva, portando a un aumento dei costi e a un rischio di sanzioni. La plastica riciclata, se non gestita in modo efficace, potrebbe diventare un problema sempre più grave per l’ambiente e la società. La situazione richiede una revisione delle normative e una maggiore collaborazione tra comuni, produttori e governo. Solo con un sistema più equo e sostenibile sarà possibile salvaguardare i cittadini e il sistema di raccolta differenziata.



