Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e ex presidente della Commissione europea, ha espresso preoccupazione per l’impatto potenziale del successo elettorale del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (Afd) in Germania. «Se l’Afd vince le elezioni in Germania, l’Unione europea è finita», ha dichiarato nell’intervista al Sole 24 Ore. L’ex leader italiano ha sottolineato che il partito è «antieuropeo, nazionalista, razzista e non abbia più nulla di Europa». Prodi ha espresso un forte allarme sull’evoluzione del movimento, che potrebbe mettere in pericolo i valori e l’integrità dell’Unione.
Un rischio per l’Europa
Prodi ha spiegato che l’Afd, pur avendo un forte radicamento in Germania orientale, rappresenta un pericolo per l’Unione europea. «La crescita del partito di estrema destra riguarda soprattutto la Germania orientale, che sta vivendo un periodo con una particolare tensione, quasi un senso di inferiorità rispetto all’ex Germania occidentale», ha detto. L’ex premier ha avvertito che, sebbene il pericolo si estenda verso tutto il Paese, non si può generalizzare. «Quindi non generalizziamo, anche se il pericolo si sta estendendo verso tutto il Paese», ha aggiunto, mettendo in guardia contro l’espansione del movimento.
La democrazia italiana si indebolisce
Prodi ha anche commentato la legge elettorale in Italia, affermando che «io scherzosamente dico che vorrebbe trasformare la stabilità in eternità». Ha criticato l’attuale sistema elettorale, sostenendo che «la legge attuale è brutta e ormai andiamo verso una democrazia in cui la maggioranza dei parlamentari viene nominata, non viene eletta». «Ma non lo vuole nessuno, sono rimasto io come cantore inutile di questa ipotesi», ha concluso, sottolineando come il Parlamento stia perdendo peso nel sistema politico italiano.
La sfida del Ceta e la democrazia
Prodi ha parlato del rapporto tra l’Unione europea e il Canada, dopo l’intervento del premier Mark Carney al Parlamento europeo. «Il discorso di Carney è stato perfetto, ha entusiasmato tutti», ha commentato, ma ha sottolineato che il problema è «tradurre le proposte in decisioni concrete». Ha ricordato che una decina di Paesi, tra cui l’Italia, non hanno ancora ratificato l’accordo di libero scambio Ceta. «Il problema dell’Europa, è che si fanno bei discorsi ma poi si fermano lì, perché i metodi di voto non permettono di mettere in atto le decisioni prese», ha concluso.
Un futuro incerto per l’Unione
Prodi ha sottolineato come l’Afd, pur avendo un forte radicamento in Germania orientale, rappresenti un rischio per l’Unione europea. «La crescita del partito di estrema destra riguarda soprattutto la Germania orientale, che sta vivendo un periodo con una particolare tensione, quasi un senso di inferiorità rispetto all’ex Germania occidentale», ha spiegato. L’ex premier ha avvertito che, sebbene il pericolo si estenda verso tutto il Paese, non si può generalizzare. «Quindi non generalizziamo, anche se il pericolo si sta estendendo verso tutto il Paese», ha aggiunto, mettendo in guardia contro l’espansione del movimento.



