Il 20 settembre 2026, l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha presentato i risultati di una ricerca triennale sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), condotta in collaborazione con sei facoltà dell’ateneo. L’obiettivo del progetto, intitolato “CER-CARE – Comunità Energetiche Rinnovabili tra Cura e ricerca: Approcci e strumenti per la Resilienza e l’Equità”, è stato analizzare il ruolo delle CER come strumento di innovazione sociale e tecnologica, in un contesto in cui la transizione energetica rappresenta una sfida cruciale per la sostenibilità e l’equità. La ricerca, sostenuta con risorse interne, ha coinvolto diverse discipline e ha messo in luce le potenzialità e i limiti delle CER nel contesto delle comunità fragili.
Integrazione interdisciplinare e sostenibilità
La ricerca ha visto la collaborazione tra sei facoltà dell’Università Cattolica: Scienze della formazione, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, Scienze politiche e sociali, Scienze agrarie, alimentari e ambientali, Economia e Giurisprudenza. Questo approccio interdisciplinare ha permesso di mettere in dialogo competenze diverse, con l’obiettivo di creare un modello di sostenibilità che unisca efficienza e inclusione. La professoressa Alessandra Vischi, responsabile del progetto, ha sottolineato come il lavoro interfacoltà e intersede abbia reso possibile un’analisi completa delle CER, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sociale e giuridico.
La sinergia tra diverse facoltà ha rappresentato un valore aggiunto per una ricerca universitaria sempre più fondata sull’integrazione dei saperi. La ricerca ha portato alla definizione di un meta-requisito progettuale per gestire il trade-off tra efficienza e inclusione, nonché alla creazione di dashboard per supportare decisioni trasparenti. Tra i risultati più significativi, il progetto ha sviluppato un modello di “distretto a energia positiva”, in cui l’ingegneria e l’innovazione si pongono al servizio della comunità, della tutela dell’ambiente e delle future generazioni.
Un contributo alla sostenibilità e alla giustizia sociale
La ricerca ha evidenziato come le CER, pur avendo un forte potenziale inclusivo, tendano a svilupparsi soprattutto in contesti già dotati di risorse economiche e competenze tecniche. Per superare questa limitazione, i ricercatori hanno sottolineato l’importanza di politiche pubbliche mirate, supporto agli enti locali e modelli organizzativi che coinvolgano cittadini e famiglie vulnerabili. La formazione, in particolare, è stata vista come un elemento chiave per promuovere leadership carismatiche, sensibilità e cooperazione. Il progetto ha anche messo in luce la necessità di condizioni contrattuali e interventi di policy per migliorare la sostenibilità finanziaria delle CER. Inoltre, la ricerca ha evidenziato criticità nel quadro giuridico vigente, che potrebbero influire sulla certezza del trattamento fiscale e sulle scelte organizzative degli operatori. L’obiettivo finale è stato quello di creare un modello di CER che sia al contempo efficiente, inclusivo e sostenibile, in linea con i valori dell’Università Cattolica.
Un esempio concreto di questa collaborazione è stato il “ponte energetico” tra la CER promossa dall’Università Cattolica e il progetto eXnovo, della cooperativa sociale L’Orto Botanico. Questa iniziativa, nata all’interno della Casa Circondariale di Piacenza, ha permesso di creare un vantaggio reciproco: la CER ha ottenuto una garanzia di consumo dell’energia prodotta, mentre il progetto eXnovo ha potuto acquistare energia a un prezzo di mercato vantaggioso, migliorando la sua sostenibilità economica.



