Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, ha sollevato un allarme su dichiarazioni di Alternative für Deutschland (AfD) che avrebbero promosso la secessione dell’Alto Adige dall’Italia. L’annuncio, pubblicato il 21 settembre 2026, ha riaperto una questione sensibile e mai del tutto risolta, mettendo in discussione i rapporti tra Italia e Germania in una regione di confine. Tajani ha accusato il partito di destra tedesco di essere «antitaliano» e di rappresentare «il peggior nemico del nostro Paese». La polemica, tuttavia, non si è limitata alle dichiarazioni di Tajani, ma ha coinvolto anche la destra locale, come il Südtiroler Freiheit, che ha sostenuto l’idea di non appartenere all’Italia come forma di tutela.
Un passato austriaco, un presente italiano
Le dichiarazioni di AfD hanno suscitato reazioni forti da parte di esponenti italiani, tra cui l’assessore Marco Galateo di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato che «l’Alto Adige non è una terra contesa né uno strumento della propaganda nazionalista tedesca». Secondo Galateo, la regione «è parte integrante della nostra Nazione» e la sua autonomia deve essere tutelata all’interno dell’Italia. Questa posizione è condivisa da Christian Bianchi, assessore di Forza Italia in Alto Adige, che ha ribadito che «l’appartenenza dell’Alto Adige all’Italia non è materia di discussione». Per Forza Italia, l’autonomia dell’Alto Adige-Südtirol rappresenta una conquista istituzionale e una ricchezza per l’Italia e l’Europa.
Le reazioni da parte della destra locale
Da parte sua, Sven Knoll del Südtiroler Freiheit ha sostenuto che «la miglior tutela dall’Italia sarà sempre quella di non appartenere all’Italia». Secondo Knoll, l’autonomia della regione è legata al fatto che «siamo una minoranza austriaca in uno Stato che ci è estraneo». Questa posizione ha trovato supporto anche da Otto Mahlknecht, vicepresidente dei Freiheitlichen, che ha cercato di smorzare i toni, definendo il caso «un polverone infondato». Mahlknecht ha precisato che la sua relazione con AfD non rappresenta un’azione secessionista, ma un’interazione politica tra Italia, Austria e Germania.
La replica di AfD, però, non è stata certo di conforto. L’eurodeputato Marc Jongen ha affermato che «Riprenderci il Sudtirolo? È una stupidaggine». Jongen ha sottolineato che «il Sudtirolo era austriaco, non tedesco», un’affermazione che ha suscitato ulteriori dibattiti. Nonostante le dichiarazioni di smentita, la polemica sembra non voler trovare un punto di equilibrio, con le tensioni che rimangono vive tra Italia e Germania, e tra le diverse correnti politiche locali.
La questione dell’Alto Adige, pur avendo un passato storico legato all’Austria, rimane un tema sensibile e delicato, con implicazioni politiche e culturali. Le dichiarazioni di AfD e le reazioni di Tajani e dei partiti italiani hanno messo in luce le complessità di una regione che, pur essendo parte dell’Italia, conserva una identità multilingue e multiculturale. La situazione, per ora, appare in fase di dibattito, senza una soluzione definitiva in vista.
La posizione di AfD non è certo di conforto
La regione è parte integrante dell’Italia



