Brigitte Bardot, la leggenda del cinema francese, ha lasciato dietro di sé una collezione di ricordi e oggetti personali messi all’asta a Parigi. L’evento, che si svolge all’Hotel Drouot, vede l’incanto di 285 articoli appartenuti alla diva scomparsa lo scorso dicembre a 91 anni. Tra i pezzi esposti, ci sono chitarre, cappelli, stoviglie e oggetti quotidiani, tutti provenienti dalle sue residenze sulla Costa Azzurra e dall’abitazione parigina. L’asta, organizzata dalla maison Millon, ha suscitato reazioni, soprattutto da parte dell’ex marito Bernard d’Ormale, che ha espresso proteste e critiche.
La collezione di oggetti quotidiani e personali
La collezione, composta da articoli utilizzati e posseduti da Brigitte Bardot nel quotidiano, racconta aspetti intimi e inediti della sua vita. Tra i pezzi più significativi, ci sono le matrioske con il suo volto, raffigurato da giovanissima fino alla tarda età, e i Moon Boot di taglia 35-38, con stima iniziale tra i 60 e i 80 euro. Immancabili sono anche i ricordi del suo amore per gli animali, con collari per cani e pelouche a forma di foca, che testimoniano la sua battaglia per la salvaguarda degli animali. La fondazione Brigitte Bardot, che oggi vanta 13mila creature salvate in quattro rifugi, beneficia dei proventi dell’asta.
La stessa Bardot aveva organizzato una vendita all’asta per finanziare la sua fondazione. L’idea di mettere in vendita oggetti personali, che lei stessa aveva scelto, è vista come un modo per sostenere la sua missione. Tra i pezzi più costosi, un anello in platino con un diamante da 3,67 carati (7mila-9mila euro) e una caricatura a inchiostro di china disegnata da Jean-Jacques Sempé (5mila-10mila euro).
Un’asta che ha suscitato polemiche
L’iniziativa ha suscitato polemiche, soprattutto da parte di Bernard d’Ormale, l’ultimo marito della diva, che ha espresso disapprovazione e protesta. L’uomo, che nel 1992 sposò Brigitte Bardot con un rito religioso in Norvegia senza registrare il matrimonio in Francia, ha definito la vendita «scandalosa». Secondo lui, la fondazione si sarebbe potuta finanziare cedendo uno degli immobili di sua proprietà. «Brigitte non sarebbe stata d’accordo con questa vendita, li avrebbe mandati al diavolo», ha commentato al quotidiano locale Var-Matin.
La fondazione ha replicato sottolineando l’idea di Bardot. L’istituto ha chiarito che la stessa attrice aveva organizzato una vendita all’asta per finanziare la sua causa. L’evento, che vede la partecipazione di fan accaniti, ha già registrato ordini d’acquisto che superano di cento volte la stima iniziale. Tra i pezzi più costosi, un anello in platino con un diamante da 3,67 carati (7mila-9mila euro) e una caricatura a inchiostro di china disegnata da Jean-Jacques Sempé (5mila-10mila euro).
La vendita, sebbene controversa, rappresenta un modo per far conoscere l’eredità di Brigitte Bardot, non solo come attrice ma anche come attivista per gli animali. L’asta, che include anche ricordi della sua carriera, come una vecchia bicicletta Peugeot e una caricatura delle ballerine Repetto, ha suscitato interesse tra i collezionisti e i fan. La proprietà di alcuni oggetti, come i «merdouilles», segnati dagli anni, ha reso l’evento un momento di condivisione e ricordo. La fondazione, che beneficia dei proventi, continuerà a sostenere la sua missione di protezione degli animali, in un’eredità che vive attraverso i ricordi e i pezzi lasciati da una leggenda.



