La questione degli stipendi degli orchestrali del Teatro della Fenice a Venezia ha nuovamente acceso dibattiti e proteste, con un nuovo sciopero proclamato il 13 novembre per la prima di Fedora. Secondo i dati del 2025, un professore d’orchestra di prima parte ha un reddito annuo lordo di circa 48mila euro, ottenuto attraverso 12,4 giorni di lavoro al mese, per circa 39 ore, con un reddito mensile lordo di 3.376 euro per 14 mensilità, più i 1.240 euro di welfare annuali. Questo quadro economico ha alimentato le rivendicazioni sindacali, che sostengono una condizione di lavoro non adeguata.
Un lavoro difficile da quantificare
Il lavoro del professore d’orchestra è complesso e non sempre misurabile, con un contratto che prevede un impegno di 6 giorni su 7 per 28 ore settimanali, circa 110-120 ore al mese per 25 giorni al mese. Tuttavia, nel 2025, i giorni effettivamente lavorati sono stati in media 12,4 al mese, per circa 39 ore, con un monte ore complessivo di 465 ore, a fronte delle 1.248 previste. Questo significa che il lavoro è stato svolto solo per il 37 per cento del tetto contrattuale.
La gestione delle assenze ha richiesto l’organizzazione di personale apposito. I professori possono dedicarsi a attività musicali al di fuori del teatro, ma solo con un permesso, generalmente concesso. Se l’impegno in un concerto “extra” avviene in orario lavorativo, la Fenice “scala” dallo stipendio il corrispettivo relativo. Inoltre, sono stati concessi circa 2mila permessi di varia tipologia da metà 2025 a oggi, un dato che ha richiesto l’organizzazione di personale apposito per la gestione delle assenze.
Riserva e stabilità
Un aspetto non trascurabile è la riserva pagata per ogni professore di prima parte, che deve essere reperibile in caso di indisponibilità del titolare. Anche se il lavoro non è sempre pieno, il pagamento di questa riserva è un elemento di stabilità per i musicisti. Tuttavia, la mancanza di ore e la gestione delle assenze hanno alimentato le tensioni tra i professori e la Fondazione. Le rivendicazioni sindacali sostengono una condizione di lavoro non soddisfacente. Mentre il fronte duro della protesta ha respinto l’offerta di 400mila euro complessivi di welfare, la Fenice cerca di spiegare che i dati non sono sufficienti a giustificare una condizione di lavoro “male”. La situazione rimane complessa, con un equilibrio tra le esigenze dei musicisti e la gestione del teatro.
La questione degli stipendi degli orchestrali a Venezia rimane un tema dibattuto, con un’attenzione particolare sulle ore di lavoro e sulle condizioni economiche. Mentre i dati mostrano una situazione non ideale, le rivendicazioni sindacali continuano a spingere per un miglioramento, con un’attenzione particolare alle ore di lavoro e al welfare. La Fenice, in questo contesto, cerca di spiegare che i dati non sono sufficienti a giustificare una condizione di lavoro “male”, ma i professori continuano a chiedere un miglioramento delle condizioni. La situazione rimane un tema dibattuto, con un’attenzione particolare sulle ore di lavoro e sulle condizioni economiche.



