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lunedì 21 Settembre 2026

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Il caldo sposta la vendemmia: bagnini e ragazzi del Tiki aiutano a raccogliere l’uva

Il caldo modifica il calendario della vendemmia, con bagnini e ragazzi del Tiki coinvolti in un’attività inaspettata.

Il caldo sta modificando il calendario della vendemmia, spostando la raccolta delle uve in periodi inaspettati. Sulle colline riminesi, dove la stagione balneare è ancora in corso, i viticoltori hanno dovuto affrontare un’annata in cui la vite ha deciso di maturare prima. A causa delle temperature elevate, la vendemmia è partita già a luglio o nei primi giorni di agosto, con anticipi che in alcuni casi hanno raggiunto le due o tre settimane rispetto alla consuetudine. Questo cambiamento ha reso necessario un lavoro di selezione delle uve e una gestione in cantina ancora più attenta.

Un lavoro inaspettato: i bagnini e i ragazzi del Tiki

A Podere dell’Angelo, azienda agricola a conduzione famigliare con 15 ettari di vigneto coltivati in modo biologico, il caldo ha portato a una situazione inedita. “Quest’anno, visto che la scuola non era ancora iniziata, abbiamo avuto in vigna il bagnino Gabriele Pagliarani, insieme ai ragazzi del Tiki”, racconta Milena Falcioni, storica titolare dell’azienda. I giovani, abituati a lavorare in spiaggia, hanno trovato un’alternativa inaspettata: aiutare i viticoltori a raccogliere l’uva. Questo segnale indica un cambiamento radicale nel modo in cui si vive la stagione.

Il caldo non significa solo una maturazione più rapida, ma anche un’alterazione del profilo delle uve. “La resa delle viti si è abbassata sensibilmente e la maturazione degli acini non è stata omogenea”, spiega Giacomo Bianchi, figlio di Milena e giovane enologo del Podere dell’Angelo. Questo ha reso ancora più cruciale il momento della raccolta, che deve essere scelto con estrema attenzione. Un paio di giorni di ritardo possono incidere sul risultato finale.

La vendemmia in un’epoca di cambiamenti climatici

La vendemmia, che un tempo era un rito collettivo, oggi si svolge in modo diverso. I viticoltori, sempre più giovani e con una formazione accademica, si trovano a scegliere tra la spiaggia e la vigna. A Vergiano, sulle colline dell’entroterra riminese, hanno scelto la seconda opzione. “La vendemmia è già finita”, dice Falcioni, ricordando come vent’anni fa si cominciava proprio dalla seconda metà di settembre. Il cambiamento climatico ha reso necessario un adattamento continuo, non solo per i viticoltori, ma anche per le tecnologie e le pratiche agricole.

Nonostante le sfide, il bilancio per il Podere dell’Angelo è positivo. “Dalle prime analisi e dagli assaggi siamo soddisfatti”, dice Bianchi, mentre versa un calice di mosto. La Rebola, un vino che racconta la trasformazione del settore, sembra davvero ottima. “La vendemmia è stata un po’ scarsa dal punto di vista quantitativo, ma la nostra Rebola sembra davvero ottima”, conclude Bianchi, che ha dato un nome al vino: Giulietta, un doppio omaggio alla figlia Giulia e a Giulietta Masina. La vendemmia, come sempre, dipende dal momento giusto. Anche se il caldo ha spostato il calendario, il lavoro in vigna resta un’attività che richiede attenzione, esperienza e una certa intuizione. A Rimini come nelle Langhe, il vino si fa quando la vigna lo dice. E mentre il caldo modifica i tempi, il lavoro dei viticoltori resta un’arte che non si può programmare con un algoritmo.

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