Studenti e giovani si stanno sempre più orientando verso l’acquisto di vestiti di seconda mano, trovando in negozi come “Altr’Uso” della Caritas di Rovereto un’alternativa sostenibile e di qualità. A Rovereto, il negozio vende abiti, scarpe e oggetti per la casa usati e in ottime condizioni a prezzi tra 1 e 10 euro, attirando un pubblico sempre più giovane e sensibile alle tematiche ambientali. Il progetto di rivendita di abbigliamento “second hand” ha visto un notevole incremento negli ultimi quindici anni, tanto che oggi l’urgenza è quella di trovare un magazzino più grande per lo stoccaggio dei capi.
Un’alternativa sostenibile e di qualità
«Il nostro problema è quello degli spazi», spiega Giovanni Matassoni, operatore che affianca la responsabile del negozio. Il punto vendita, gestito da una quindicina di volontari, ha visto un cambiamento nel pubblico: da un tempo in cui i clienti erano soprattutto stranieri, madri e padri di famiglie numerose o cittadini indigenti, oggi si tratta soprattutto di studenti universitari. «Vendiamo a prezzi simbolici ma non regaliamo, perché chi si rivolge a noi è più contento di poter pagare, anche se poco, per ciò che prende», spiega Sara Gazzini, responsabile del negozio. «È una questione di dignità», aggiunge la responsabile. «Chi viene da noi desidera regalare qualcosa che è ancora bello e che magari non indossa più perché ha cambiato taglia, o semplicemente gusti». Il negozio, aperto nel 2011 e trasferito nel 2018 in piazza Damiano Chiesa, si distingue per l’attenzione alla qualità e alla dignità del cliente.
Un’idea innovativa per il riciclo e la condivisione
Per gestire la raccolta, il negozio si basa su un sistema di appuntamento, a causa dell’aumento delle donazioni. «Per gestire la raccolta siamo costretti a ricevere su appuntamento. A volte però dobbiamo rimandare la consegna di settimane, o addirittura mesi», spiega Matassoni. Inoltre, è stato introdotto da qualche tempo l’“articolo sospeso”, un buono spesa che qualsiasi cliente può donare a chi entrerà da “Altr’Uso” dopo di lui.
Questo modello di condivisione e riciclo promuove un’economia circolare, che non ha bisogno di mezzi di trasporto. «Su certi siti internet si vende qualsiasi cosa di seconda mano, ma se il prodotto che ho scelto si trova dall’altra parte del mondo, ci sono anche da considerare i trasporti che, ovviamente, inquinano parecchio», sottolinea Gazzini. «Qui invece cerchiamo di favorire un’economia circolare, che non ha bisogno di mezzi di trasporto». In questo modo, il negozio promuove anche un aspetto di sobrietà e di cura del Creato, che i giovani apprezzano molto.
La sensibilità dei giovani verso il tema della sostenibilità è in crescita, con un forte distacco dal “fast fashion”. «I primi anni venivano da noi persone con poca disponibilità di spesa», ricorda Gazzini. «Oggi non è più così, qui entrano molti studenti universitari che poi ci ringraziano, perché in negozio trovano effettivamente di tutto: dalle belle magliette a 2 euro ai capi di pregio, fino alle lenzuola di qualità». I giovani, in particolare, mostrano un’attenzione crescente verso il tema della sostenibilità e una forte avversione al “fast fashion”, preferendo un modello di consumo più responsabile e circolare.



