La cordata italiana, composta da 14 imprese del settore siderurgico, ha effettuato un sopralluogo a Cornigliano, nell’ambito del processo di acquisizione dell’ex Ilva. L’iniziativa, resa possibile dopo la manifestazione d’interesse presentata a luglio e l’accesso alla “data room” delle aziende, rappresenta un passo avanti nella gestione del futuro dell’industria siderurgica italiana. La visita, condotta in compagnia del presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, ha visto il coinvolgimento diretto dei tecnici e dei responsabili delle aziende partecipanti, con l’obiettivo di valutare le potenzialità del sito e definire eventuali offerte d’acquisto. La Cisl, attraverso il segretario generale della Fim Cisl Liguria, Christian Venzano, ha ribadito le condizioni imprescindibili per la salvaguardia dell’occupazione e della tenuta del gruppo.
Condizioni imprescindibili per la transizione
La Fim Cisl ha sottolineato che la partita sull’ex Ilva si gioca su paletti ben precisi, che non possono essere oggetto di deroghe o negoziazioni al ribasso. Venzano ha evidenziato l’importanza di un piano industriale concreto, solido e di lungo respiro, in grado di tutelare integralmente i livelli occupazionali e l’indotto, ma anche di rilanciare e garantire il futuro produttivo ed ecologico di tutti gli stabilimenti della rete nazionale. La produzione dell’acciaio, in una fase geopolitica complessa, è fondamentale per l’intero Paese, in particolare per un territorio come il Liguria, dove realtà del calibro di Fincantieri, Leonardo e Ansaldo necessitano di un forte approvvigionamento della materia prima.
Lo Stato deve rimanere nel capitale
Secondo Venzano, la presenza diretta e strutturale del Governo resta un perno irrinunciabile per la gestione della transizione. Lo Stato deve mantenere una quota societaria di rilievo per esercitare un ruolo di garanzia, controllo e indirizzo strategico per tutta la filiera siderurgica. Inoltre, è necessario evitare qualsiasi ipotesi di spacchettamento del gruppo tra i diversi siti italiani. L’offerta d’acquisto deve riguardare l’intero perimetro produttivo, senza spezzatini che finirebbero per indebolire i singoli stabilimenti e compromettere la tenuta complessiva di un asset strategico per l’industria e l’economia del Paese.
La cordata, composta da aziende come Abs Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions (gruppo Asonext), Afv Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding, Marcegaglia Carbon Steel, Ori Martin e Rubiera Special Steel, ha avuto accesso alla “data room”, in modo da esaminare la radiografia completa del gruppo. Il sopralluogo sul campo rappresenta la premessa per l’eventuale formulazione di un’offerta d’acquisto vincolante.
La visita a Cornigliano ha rappresentato un momento cruciale per la definizione delle prossime mosse nella gestione del gruppo ex Ilva. La Cisl ha ribadito con fermezza la necessità di salvaguardare l’occupazione e l’integrità del perimetro produttivo, evitando qualsiasi forma di spezzatini che potrebbero compromettere la tenuta del gruppo. La salvaguardia dell’occupazione e la coerenza strategica del piano industriale sono condizioni imprescindibili per il futuro del settore siderurgico italiano.



