La questione dei data center, necessari per alimentare l’Intelligenza artificiale, sta diventando un tema caldo nella campagna elettorale per le Midterm del novembre 2026. Secondo un recente sondaggio di NBC News, il 69% degli americani si oppone alla realizzazione di queste infrastrutture nei pressi della propria comunità, con il 57% dei repubblicani che condivide questa posizione. L’ostilità è dettata da diverse motivazioni, tra cui l’impatto sulle bollette elettriche e sul consumo idrico, nonché preoccupazioni per la privacy e la sicurezza dei posti di lavoro. La maggioranza dell’elettorato americano sembra infatti favorevole a una soluzione equilibrata.
Trump e la difesa dei data center
Il presidente Donald Trump, noto per la sua difesa dell’innovazione tecnologica, ha espresso un sostegno incondizionato ai data center, sostenendo che “l’unico motivo per cui le comunità degli Stati Uniti non dovrebbero volere i data center è se desiderano rimanere arretrate e povere”. Il presidente ha anche sottolineato l’importanza strategica dell’Intelligenza artificiale per la competitività USA rispetto alla Cina, considerando lo sviluppo tecnologico un elemento cruciale per la geopolitica. La posizione di Trump si basa su una visione geostrategica del futuro tecnologico.
Al tempo stesso, i democratici stanno sfruttando l’opposizione popolare per colpire il Partito repubblicano. Mentre Trump difende i data center, alcuni esponenti dell’Asinello mostrano un’opposizione ideologica, che potrebbe non appassionare gli elettori. Inoltre, alcuni parlamentari e governatori repubblicani sono consapevoli dell’impopolarità dei data center e cercano una via di mezzo tra la posizione di Trump e quella dei democratici. Secondo il principale sondaggista del presidente, Tony Fabrizio, un sostegno incondizionato alla costruzione di ulteriori data center potrebbe essere una posizione perdente. Fabrizio ha sottolineato che i repubblicani dovrebbero appoggiare la realizzazione di queste infrastrutture solo se le aziende tecnologiche si assumono i loro costi.
Un dibattito tra posizioni contrapposte
Pochi giorni fa, il senatore dem Martin Heinrich ha fatto naufragare un disegno di legge bipartisan che avrebbe obbligato le aziende tecnologiche a coprire i costi energetici dei data center. Nonostante il provvedimento fosse considerato insufficiente, è chiaro che sarebbe andato nella direzione auspicata dalla maggioranza dell’elettorato. Tuttavia, non è detto che gli elettori apprezzino necessariamente l’opposizione ideologica di alcuni esponenti dell’Asinello. La partita, insomma, resta aperta e la politica USA si trova in un momento di forte tensione.
Non è inverosimile che questo tipo di atteggiamento possa trasformarsi in un boomerang a novembre. La campagna elettorale si sta muovendo su un terreno instabile, dove le posizioni contrapposte si incrociano con le aspettative degli elettori. La battaglia per i data center non è solo un dibattito tecnico, ma un tema che tocca le preoccupazioni quotidiane e le scelte di sviluppo del Paese. La situazione rimane in evoluzione, con un’attenzione crescente su come le decisioni politiche possano influenzare il futuro dell’America.
La partita, insomma, resta aperta e la politica USA si trova in un momento di forte tensione.



