Il debito pubblico della Francia ha raggiunto i livelli più alti dal 1978, con un aumento del deficit che ha spinto il rapporto debito/Pil a superare il 119,3% nel 2026 e al 121,7% nel 2027. Questi numeri, riferiti da un’informazione del ministero delle Finanze, segnalano un aumento del debito francese che non si era mai visto in oltre quarant’anni. La pressione fiscale, in aumento, ha reso necessario un piano di tagli di bilancio per 54 miliardi di euro nel 2027, con l’obiettivo di ridurre il deficit al 5%.
Un debito in crescita e un deficit in aumento
La Francia, terzo Paese più indebitato dell’area euro dopo Grecia e Italia, ha visto il suo debito pubblico crescere in modo costante, con un deficit che ha superato il 5,1% del Pil nel 2025 e si prevede di raggiungere il 5,4% nel 2026. Secondo le regole dell’UE, il disavanzo pubblico non dovrebbe superare il 3% del Pil, ma la Francia, sottoposta a una sorveglianza speciale da parte dell’UE, ha dovuto affrontare un aumento del debito che ha reso necessari tagli di spesa significativi.
La pressione fiscale cresce e i tagli colpiscono le fasce più povere. Il governo francese ha presentato il progetto di bilancio per il 2027, con l’intenzione di introdurre tagli per 54 miliardi di euro, tra cui riduzioni di agevolazioni fiscali per i pensionati. Il primo ministro Sebastian Lecornu ha spiegato che l’obiettivo è ridurre il deficit al 5% nel prossimo anno, quando si terranno le elezioni per scegliere il nuovo presidente e il nuovo governo. Tuttavia, il presidente della commissione Finanze del Parlamento ha espresso preoccupazioni, sottolineando che i tagli potrebbero colpire in modo indistinto tutte le fasce della popolazione, con un impatto maggiore sui più poveri.
Un contesto economico in difficoltà
La previsione di crescita per il 2026 è stata rivista al ribasso, con l’economia francese frenata dalla debolezza dei consumi e dall’impennata dei prezzi dell’energia causata dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Questi fattori hanno contribuito a un aumento del deficit e a un aumento del debito, che ha reso necessario un piano di tagli di bilancio per 2027. La Francia, pur essendo il terzo Paese più indebitato dell’area euro, ha il potere di modificare le sue scelte economiche, ma deve farlo in modo responsabile e rapido.
La crisi non è certa, ma le scelte contano. Il piano di tagli è stato trasmesso all’Alto Consiglio delle Finanze Pubbliche (HCFP), un organismo fiscale indipendente, affinché valuti la sostenibilità macroeconomica delle misure. La presidente dell’HCFP, Amelie de Montchalin, ha dichiarato che la crisi non è né certa né garantita, né è l’unico sbocco possibile. “La Francia non è condannata, a patto che le scelte siano rapide e responsabili”, ha aggiunto.
La Francia, pur essendo il terzo Paese più indebitato dell’area euro, ha il potere di modificare le sue scelte economiche, ma deve farlo in modo responsabile e rapido. La pressione fiscale, in aumento, ha reso necessario un piano di tagli di bilancio per 2027, con l’obiettivo di ridurre il deficit al 5% e di mettere ordine nei conti pubblici. La situazione, pur grave, non è definitiva e dipende dalle decisioni future del governo e del Parlamento.



