Due esordi toscani, “I figli della scimmia” e “Dov’è la Fiesta?”, si presentano in sala dal 17 settembre 2026. Il dramma di Tommaso Landucci, premiato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, affronta il rapporto genitori-figli con disabilità. La rom-com generazionale di Niccolò Gentili, invece, si concentra sull’amore e le sue sfumature tra due giovani alle prese con domande esistenziali. Entrambi i film condividono una passione per le moto da cross e una capacità di raccontare con sensibilità e misura.
Un dramma sull’esperienza della genitorialità
“I figli della scimmia”, di Tommaso Landucci, si ispira alla fiaba di Esopo, riflettendo su come un padre possa confrontarsi con la disabilità del proprio figlio. Il film segue Dario, un quarantenne sposato con Ginevra e padre di Enrico, un ragazzo con disabilità psicomotoria. Tra la cura del figlio e il tempo dedicato al nipote Giacomo, con cui condivide una passione per le moto da cross, si sviluppa una complicità quasi padre-figlio. Landucci, con una scrittura precisa e una regia matura, esplora il tema della genitorialità senza moralismi, ma con profonda empatia. Il film, interpretato da Riccardo Scamarcio, si distingue per la sua capacità di descrivere emozioni complesse con compostezza.
Landucci ha sottolineato come il tema della genitorialità sia un “impossibile da dire”, un tabù che riguarda l’esperienza più profonda della vita. Il film, pur con una lentezza affaticante, si distingue per la sua capacità di misurarsi con il tema e di governarlo con rispetto e distanza. È un’opera dolente, mai gratuito o ricattatorio, che si pone in dialogo con la realtà senza giudizi o moralismi patinati.
Una rom-com generazionale tra domande e risposte
“Dov’è la Fiesta?” di Niccolò Gentili, invece, si presenta come una commedia sentimentale che si svolge a Roma. Il film segue la relazione tra Leo e Irene, due giovani alle prese con domande esistenziali e sfide quotidiane. Tra di loro si instaura una complicità che si sviluppa attraverso situazioni impreviste, come il furto dell’auto di Leo. Gentili, con una scrittura leggera ma significativa, affronta il tema dell’amore e della speranza, mostrando come le relazioni possano crescere anche in un contesto di incertezza. Il film, interpretato da Francesco Carril e Linda Caridi, è un’opera lieve e simpatica, che si distingue per la sua capacità di raccontare con umorismo e sensibilità.
Il film affronta soprattutto l’amore e le sue sfumature, il passaggio dalla giocosa scintilla dell’attrazione alla speranza di trovarsi con lo stesso passo verso il domani. Pur con alcune imperfezioni, “Dov’è la Fiesta?” si presenta come un’opera brillante e semplice, che si distingue per la sua capacità di raccontare con umorismo e sensibilità. È un’opera che, pur non essendo perfetta, si rivelata interessante e ben costruita.
Entrambi i film, pur con approcci diversi, condividono una passione per le moto da cross e una capacità di raccontare con misura e profondità. “I figli della scimmia” si distingue per la sua capacità di affrontare un tema difficile con rispetto e sensibilità, mentre “Dov’è la Fiesta?” si presenta come una commedia che si pone in dialogo con la realtà contemporanea. Sono due esordi che, pur con differenze, si rivelano interessanti e ben costruiti, con una capacità di coinvolgere il pubblico attraverso storie sincere e ben scritte.
- “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci, premiato a Venezia, affronta il tema della genitorialità con sensibilità.
- “Dov’è la Fiesta?” di Niccolò Gentili, una rom-com generazionale, si distingue per la sua capacità di raccontare con umorismo e sensibilità.



