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lunedì 21 Settembre 2026

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Ambiente

Etichette climatiche e tasse sul CO2: come cambia il comportamento di acquisto

Un nuovo studio mostra come etichette ambientali e tasse sul CO2 possano influenzare le scelte alimentari dei consumatori.

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Trento e dell’Università di Exeter ha analizzato come informazioni ambientali e tasse sul CO2 possano influenzare le scelte di acquisto alimentare. L’indagine, pubblicata sul Journal of Environmental Economics and Management, ha coinvolto oltre 5mila consumatori nel Regno Unito, che hanno effettuato la spesa in un supermercato virtuale. L’obiettivo era misurare l’impatto di due strumenti: le etichette ambientali e la tassazione sulle emissioni di CO2. I risultati mostrano che la combinazione dei due strumenti potrebbe portare a una riduzione significativa dell’impronta di carbonio dei consumi alimentari.

Etichette ambientali e tasse sul CO2: un mix efficace

Secondo i dati dello studio, l’uso di etichette climatiche ha ridotto in media l’impronta di carbonio del carrello del 5,6%. Queste etichette, progettate per essere immediatamente comprensibili, utilizzano colori e simboli per aiutare i consumatori a riconoscere i prodotti con un impatto ambientale maggiore. Inoltre, i ricercatori hanno osservato che le famiglie con un consumo alimentare a elevata impronta carbonica tendevano a modificare maggiormente le proprie scelte quando avevano accesso a queste informazioni.

La tassa sul CO2, invece, ha mostrato un effetto ancora più significativo. Se gli alimenti con un’impronta climatica più elevata costassero di più, la riduzione dell’impronta del carrello è arrivata al 9,8%. Tuttavia, questa misura comporta un costo economico per i consumatori, stimato in circa 79 sterline all’anno per persona. Gli autori del studio hanno analizzato come potrebbe essere mitigato questo effetto, suggerendo un sistema di redistribuzione dei fondi generati dalla tassa per ridurre l’impatto su famiglie con redditi più bassi.

Etichette e tasse insieme: un risultato superiore

La combinazione di etichette ambientali e tasse sul CO2 ha prodotto un effetto complessivo maggiore. La riduzione dell’impronta del carrello è arrivata al 9,8%, quasi il doppio rispetto alle sole etichette. Inoltre, la combinazione ha permesso di raggiungere un risultato simile a quello di una tassa sul CO2 da 60 sterline per tonnellata, ma con un’imposta inferiore, pari a 27,86 sterline per tonnellata. Questo significa che è possibile ottenere un impatto ambientale significativo con una tassazione meno elevata.

La ricerca ha anche evidenziato che i consumi di carne bovina e agnello mostrano le variazioni maggiori, con riduzioni fino al 35%. Per i formaggi, invece, la riduzione è intorno al 12%. Questi dati aiutano a comprendere perché una tassa sul CO2 sugli alimenti potrebbe avere conseguenze molto diverse rispetto a un aumento generalizzato dei prezzi. L’imposta ipotizzata dipende dall’impronta climatica dei singoli prodotti, e quelli con maggiore impatto subirebbero un rincaro superiore. Nonostante i risultati promettenti, i ricercatori chiariscono che l’effetto osservato nell’esperimento non significa che le misure siano automaticamente efficaci se introdotte in un Paese. Inoltre, non esiste al momento una tassa europea o britannica sulla CO2 degli alimenti pronta a entrare in vigore. L’obiettivo dello studio è valutare gli effetti potenziali di tali misure e confrontarne costi e risultati.

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