La Banca del Giappone potrebbe alzare i tassi di interesse venerdì 18 settembre, un passo che potrebbe avere conseguenze significative per l’Italia, in particolare per i titoli di Stato italiani. L’aumento dei tassi di Tokyo potrebbe influenzare il mercato obbligazionario europeo, in particolare i BTP, e modificare i comportamenti degli investitori internazionali. Il carry trade sullo yen, un fenomeno che ha visto gli investitori prendere a prestito yen a basso costo per investire in attività estere a rendimento più alto, potrebbe essere messo in discussione. L’aumento dei tassi giapponesi potrebbe ridurre la convenienza di questa strategia, portando a una riduzione delle posizioni finanziarie e a un impatto sulle Borse.
Carry trade e BTP: il rischio per l’Italia
Il carry trade sullo yen è una strategia finanziaria che ha visto gli investitori prendere a prestito yen a basso costo, convertirli in dollari o euro e investire in titoli di Stato esteri con rendimenti più alti. Questa pratica ha funzionato per anni grazie ai tassi giapponesi vicini allo zero e alla debolezza dello yen. Tuttavia, un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone potrebbe mettere in discussione questa strategia. L’aumento dei tassi interni renderebbe il finanziamento in yen più costoso, riducendo il margine di guadagno per gli investitori. Inoltre, se lo yen si rafforza, servirebbero più dollari o euro per restituire il prestito, aumentando i rischi per gli investitori. Questo potrebbe portare a una riduzione delle posizioni finanziarie e a un impatto negativo sui mercati.
Secondo l’Istat, il debito pubblico italiano è salito al 137,1% del PIL nel 2025, un livello elevato che rende i BTP più sensibili alle fasi di tensione. L’aumento dei tassi giapponesi potrebbe portare a un aumento dei rendimenti dei BTP, riducendo il loro prezzo e aumentando i costi di finanziamento per il governo italiano. Questo potrebbe avere conseguenze significative per l’economia italiana, in particolare per il settore pubblico.
Un aumento dei tassi e l’effetto sui BTP
Un rialzo dei tassi giapponesi potrebbe influenzare i BTP, i titoli di Stato italiani, in quanto i capitali giapponesi, che sono tra i principali acquirenti di debito pubblico estero, potrebbero ridurre le loro posizioni. L’aumento dei rendimenti interni ha reso i titoli esteri meno convenienti, portando a una parte dei capitali a tornare in Giappone. Questo potrebbe portare a un allargamento dello spread con il Bund e a un aumento dei costi di finanziamento per il Tesoro italiano.
Quando gli investitori internazionali riducono il rischio, i titoli dei Paesi periferici tendono a subire vendite più intense di quelli considerati più solidi. L’Italia, con un debito pubblico elevato, potrebbe essere particolarmente esposta a questi effetti. Un aumento dei tassi potrebbe ridurre il prezzo dei BTP e aumentare i costi di finanziamento per il governo.
Il contesto globale è complesso, con l’inflazione, l’energia e le decisioni della BCE che influenzano i mercati. Il conflitto in Medio Oriente ha mantenuto i prezzi del petrolio elevati, alimentando le pressioni sui costi. La BCE ha alzato i tassi per la seconda volta nel 2026, e i mercati prezzano la possibilità di un’ulteriore stretta entro fine anno. L’aumento dei tassi giapponesi potrebbe aggiungere ulteriore pressione a un mercato obbligazionario già in tensione, con conseguenze per l’Italia e per l’Europa. La Banca del Giappone potrebbe accelerare il percorso di normalizzazione dei tassi, aumentando la pressione sui mercati obbligazionari.



