Vincenzo Marinese, vicepresidente di Confindustria e imprenditore veneziano attivo a Marghera, ha sottolineato l’importanza degli investimenti privati per il progetto di deposito di terre rare. «I 14 milioni sono un contributo prezioso, ma l’investimento complessivo sarà maggiore e, come già accade, il privato interverrà per fare gli adeguati investimenti», ha commentato. Il progetto, che mira a creare un hub per lo stoccaggio e la trasformazione di materie prime critiche, si colloca a Marghera, definita «la collocazione perfetta».
Progetto pilota finanziato con 14 milioni di euro
Il bando europeo per la realizzazione del progetto pilota è stato pubblicato il 15 settembre, con scadenza per la presentazione delle candidature fissata al 9 ottobre. La somma di 14 milioni di euro potrebbe essere divisa tra più progetti, ma la Commissione europea potrebbe incrementare lo stanziamento iniziale. Il progetto, che prevede la creazione di un polo per lo stoccaggio di terre rare, ha già suscitato interesse, con la possibilità che altre città come Rotterdam possano candidarsi.
Strategia di sviluppo e infrastrutture esistenti
Marinese ha sottolineato come Marghera sia un’area già infrastrutturata, con la Zona logistica semplificata, e che la sua collocazione strategica rende il territorio ideale per il progetto. «Siamo un territorio manifatturiero e trasformatore – ha affermato – proprio per questo, la disponibilità delle materie prime diventa fondamentale». L’obiettivo è partire dalla logistica e aprirsi alla filiera completa della trasformazione, con un potenziale di sviluppo enorme. La task force, composta da Regione, Comune di Venezia, Governo, autorità portuali e imprese, ha già iniziato a valutare le opportunità. La fase operativa, successiva alla realizzazione del progetto pilota, richiederà alleanze e un partenariato pubblico-privato. Perdere questo treno sarebbe gravissimo, ha sottolineato Marinese, sottolineando l’importanza di investire fin da subito nel progetto.
Il progetto, che potrebbe coinvolgere aree dell’ex petrolchimico Eni Rewind, ha già visto un sopralluogo da parte del vicepresidente della Commissione UE Stéphane Séjourné. Le aree interessate, non contaminate o bonificate, potrebbero ospitare il deposito, con un’area di circa venti ettari. L’obiettivo è creare un hub per lo stoccaggio e, in seguito, per la trasformazione, con un impatto significativo sul settore industriale e sull’economia locale. La realizzazione del progetto dipende da una serie di fattori, tra cui la scelta del candidato più idoneo e la disponibilità di investimenti privati. La velocità delle tempistiche, con valutazione a metà mese e comunicazione del vincitore entro il prossimo mese, rende il progetto un’opportunità unica per il Veneto e per l’industria italiana. Il potenziale di sviluppo è enorme.



