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lunedì 21 Settembre 2026

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Salute

Un italiano su dieci rinuncia a visite specialistiche per motivi economici e di accesso

In Italia, il 10% degli intervistati rinuncia a visite specialistiche per motivi economici e di accesso, evidenziando disuguaglianze nel sistema sanitario.

Un italiano su dieci rinuncia a visite specialistiche per motivi economici e di accesso, come emerge dal Rapporto “Sussidiarietà e salute” della Fondazione per la Sussidiarietà, presentato all’Università degli Studi dell’Insubria. L’analisi, condotta in occasione dell’incontro “Universalismo e Sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale”, mette in luce una situazione di disuguaglianza tra i ceti sociali, con un divario marcato tra i redditi più bassi e quelli più elevati.

Disuguaglianza nel sistema sanitario

Secondo i dati del Rapporto, il 12% delle persone con redditi più bassi rinuncia a una visita specialistica, contro l’8% di quelle con redditi più elevati. Il divario è ulteriormente accentuato nel primo quintile, dove il 2,9% delle persone rinuncia alle cure per motivi economici, rispetto allo 0,2% del quinto quintile. Questo gap dimostra come l’accesso alle cure non sia uguale per tutti, ma dipenda in modo significativo dal reddito e dal territorio.

La sussidiarietà è un’arma per garantire equità e qualità

Il Rapporto sottolinea che la questione non riguarda solo la quantità di risorse destinate alla sanità, ma come queste vengano trasformate in valore per i cittadini. Se le risorse disponibili per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono cresciute, passando dai 114 miliari di euro del 2019 ai 136,5 miliardi del 2025, con una previsione di 142,8 miliardi nel 2026, il problema rimane la capacità di trasformarle in risposte concrete ai bisogni delle persone.

Le barriere all’accesso alle cure

Le barriere all’accesso alle cure non sono solo economiche. Per le visite specialistiche, il 50% degli intervistati indica le liste d’attesa come motivo di rinuncia, seguito dal 46,7% per i costi eccessivi e dal 10,8% per la distanza dai servizi. Per gli accertamenti diagnostici, le liste d’attesa rappresentano il 52,8% delle cause di rinuncia, seguite dai costi al 45,9% e dalla distanza al 10,4%. Questi dati evidenziano una situazione di sovraccarico e inefficienza nel sistema sanitario.

La sussidiarietà come modello per il sistema sanitario

Il Rapporto sottolinea l’importanza di una maggiore sussidiarietà, ovvero un salto di qualità nella governance pubblica, che garantisca equità nell’accesso, qualità delle prestazioni e presa in carico dei pazienti. La sussidiarietà, in questo senso, è l’architettura istituzionale dell’universalismo, che deve tradursi nella possibilità concreta per ogni persona di ricevere cure appropriate e tempestive. La crescita dei bisogni socio-sanitari, legata all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle cronicità, richiede un sistema meno frammentato e più capace di integrare servizi sanitari, sociosanitari e assistenza territoriale. L’Università degli Studi dell’Insubria ha sottolineato l’importanza del ruolo delle istituzioni nell’affrontare questa sfida, unendo istituzioni, sanità, università e comunità in una responsabilità condivisa.

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