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martedì 22 Settembre 2026

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La Regione procede, i cittadini si oppongono: il fronte del “No” all’inceneritore si rafforza in Liguria

In Liguria si intensifica la contestazione contro l’inceneritore: comitati e associazioni chiedono trasparenza e partecipazione.

La Regione Liguria e l’ARLIR stanno procedendo con un metodo che, secondo la Rete Liguria Bene Comune e decine di comitati e associazioni territoriali, si basa su una strategia di annunci inevitabili, tecnicismi e decisioni prese senza sufficiente dibattito. Il fronte del “No” all’inceneritore si compatta in Liguria, con un’opposizione che si fa sempre più organizzata e determinata. L’obiettivo è chiaro: pretendere trasparenza amministrativa e impedire che venga dichiarato il “pubblico interesse” senza un’istruttoria pubblica completa o che vengano bandite gare prima che i Comuni e i cittadini abbiano voce in capitolo.

Un avviso pubblico che suscita preoccupazioni

Al centro della contestazione c’è l’avviso pubblicato il 15 aprile 2026 da ARLIR per raccogliere proposte di partenariato pubblico-privato finalizzate alla realizzazione di un impianto di “chiusura del ciclo dei rifiuti”. I comitati lo traducono senza mezzi termini in un nuovo inceneritore. L’atto, pur specificando che non si tratta di una formale gara d’appalto, apre di fatto alla selezione di proposte e alla dichiarazione di “pubblico interesse”, gettando le basi per future procedure. Per le associazioni firmatarie si tratta di un copione già visto, lo stesso schema amministrativo che – denunciano – avrebbe marginalizzato la sanità pubblica e imposto grandi opere calate dall’alto, senza un reale coinvolgimento dei territori.

Un piano che esclude i cittadini

La contestazione si concentra anche sulla pianificazione regionale in materia di rifiuti. Secondo il documento, la mancanza di alternative e i ritardi accumulati sulla raccolta differenziata e sugli impianti di riciclo verrebbero strumentalizzati per giustificare la combustione come una necessità tecnica ineludibile. Cronoprogrammi, studi di localizzazione e valutazioni d’impatto restano, al momento, del tutto opachi. La Rete Liguria Bene Comune ha predisposto un pacchetto di atti concreti, tra cui richieste di accesso civico, diffide, istanze di audizione e una bozza di delibera da sottoporre ai Consigli comunali.

La Rete Liguria Bene Comune e le associazioni coinvolte stanno mobilitando i cittadini per garantire un processo decisionale aperto e democratico. Non manca un affondo diretto ai sindaci della regione, definiti “complici qualora scegliessero la linea del silenzio di fronte a un sistema che esclude gli enti locali ma lascia intatte le responsabilità sulla salute pubblica”. Una presa di posizione netta, quindi, da parte di comitati, associazioni ambientaliste, sigle civiche e movimenti (tra cui WWF, Italia Nostra, ISDE Medici per l’Ambiente e Medicina Democratica) che ribadiscono un concetto fondamentale: “La Liguria non è un territorio su cui sperimentare decisioni prese altrove”.

La questione dell’inceneritore non è solo un tema tecnico, ma un dibattito che coinvolge la salute, l’ambiente e la partecipazione civile. La Liguria, come territorio, non è un laboratorio per decisioni prese altrove, e i cittadini lo stanno dimostrando con una resistenza coesa e determinata. La contestazione si fa sempre più forte, con un fronte unito e determinato a difendere i diritti dei cittadini e la salute pubblica.

  • Avviso pubblico del 15 aprile 2026 da parte di ARLIR
  • Proposte di partenariato pubblico-privato per impianti di “chiusura del ciclo dei rifiuti”
  • Contestazione da parte di comitati e associazioni per mancanza di trasparenza
  • Richieste di accesso civico e istanze di audizione

La Rete Liguria Bene Comune e le altre organizzazioni coinvolte continuano a monitorare la situazione e a mobilitare i cittadini. La questione dell’inceneritore non è solo un tema tecnico, ma un dibattito che coinvolge la salute, l’ambiente e la partecipazione civile. La Liguria, come territorio, non è un laboratorio per decisioni prese altrove, e i cittadini lo stanno dimostrando con una resistenza coesa e determinata.

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