Un appello al superamento delle contrapposizioni e alla costruzione di una rete sanitaria condivisa ha visto il centro dell’attenzione durante un’assemblea pubblica promossa da Cgil e Spi Cgil a Solofra. L’incontro, tenutosi stamattina alle 10 nel Dopolavoro di piazza Umberto, ha visto il coinvolgimento di cittadini, sindaci, dirigenti delle aziende sanitarie e operatori del settore. Al centro del dibattito, la riorganizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari del territorio, con particolare attenzione al pronto soccorso di Solofra, al futuro del presidio Landolfi e alla Rsa casa albergo per anziani Fabrizio Guarino.
Un piano per la sanità territoriale
Il sindacato ha sottolineato l’importanza di una programmazione «concordata e vincolante» tra Asl e azienda Moscati, con l’obiettivo di costruire una rete territoriale più capillare ed efficiente. «La sanità territoriale deve garantire continuità assistenziale, rafforzare la sanità di prossimità e ridurre gli accessi impropri agli ospedali e i ricoveri ripetuti, soprattutto per persone anziane e più fragili», ha sottolineato il sindacato. L’area Montoro-Solofra-Serino, con un bacino di circa 50mila abitanti, è descritta come una delle realtà più fragili della provincia di Avellino sul piano sanitario.
La Rsa Fabrizio Guarino è in una fase critica che impone interventi immediati.
Il sindacato ha chiesto interventi immediati e l’adozione di tutte le misure necessarie per scongiurarne la chiusura. «La Rsa Guarino è in una fase critica che impone interventi immediati, non dichiarazioni di facciata», hanno sottolineato Cgil e Spi. Il futuro del Landolfi, presidio in condizioni di incertezza funzionale, necessita di decisioni chiare. Una situazione che, nella lettura della Cgil, va affrontata in una strategia più ampia di riorganizzazione dell’offerta sanitaria.
Un confronto per il futuro del territorio
Il sindacato ha chiesto di trasformare le criticità emerse in un programma di interventi e decisioni. L’incontro di oggi punta ad aprire un confronto ampio chiamando in causa istituzioni, operatori e cittadini. Sul tavolo il futuro della sanità di un territorio che chiede risposte sia sulla continuità dei servizi, che sull’assistenza agli anziani, all’organizzazione della rete sanitaria e sociosanitaria. Ospedale e territorio, emergenza e assistenza dovranno essere considerati come parti di un unico sistema. «È questa la strada non la competizione populista sul primo/pronto soccorso», ha affermato il sindacato, chiamando in causa direttamente gli amministratori locali. L’obiettivo è superare le contrapposizioni e lavorare alla costruzione di una rete di sanità comunitaria e coprogettazione con strutture sanitarie. Cgil e Spi ritengono che concentrare il confronto esclusivamente sull’emergenza-urgenza rischi di lasciare in secondo piano le altre questioni del sistema sanitario locale.



