La sostituzione dell’altalena accessibile installata nel parco di via dell’Ordine di Santo Stefano a Marina di Pisa, avvenuta nel corso dell’estate, è stata al centro di un question time presentato dalla consigliera Maria Antonietta Scognamiglio (Pd) durante l’ultima seduta del Consiglio comunale in Sala Baleari. L’altalena, donata al Comune di Pisa nel 2021, era stata progettata per consentire l’accesso diretto con la carrozzina a bambini con disabilità motorie, senza doverli trasferire dalla sedia a rotelle. La nuova struttura, invece, è un’altalena “a cestello”, che richiede il trasferimento del bambino dalla carrozzina al cestello, suscitando preoccupazioni e critiche da parte della consigliera.
Un gioco accessibile, ma con caratteristiche diverse
La consigliera Scognamiglio ha spiegato che la vecchia altalena permetteva l’accesso diretto con la carrozzina, sia manuale che elettronica, garantendo l’utilizzo anche da parte di bambini con disabilità motorie importanti. La nuova struttura, invece, presenta caratteristiche differenti: il bambino con disabilità deve essere trasferito dalla propria carrozzina e sistemato nel cestello, mentre la precedente struttura era posizionata a terra e consentiva l’accesso diretto con la carrozzina. La decisione di sostituire l’attrezzatura, senza una preventiva comunicazione ai donatori, ha sollevato interrogativi sulla condivisione della scelta e sulla possibilità di coinvolgere i soggetti che avevano contribuito alla donazione.
La scelta dell’amministrazione non ha coinvolto i donatori, un aspetto che la consigliera ha sottolineato come fondamentale per garantire una soluzione inclusiva e rispettosa della volontà dei donatori. L’amministrazione ha chiarito che l’altalena era stata donata al Comune di Pisa e che, con la donazione, il bene era entrato nella piena disponibilità dell’Ente. Non sussisterebbero quindi “particolari obblighi di autorizzazione o di condivisione della decisione con i soggetti donatori”. L’amministrazione ha anche sottolineato che l’attrezzatura, quando utilizzata secondo la propria destinazione, non presenta rischi, mentre gli incidenti verificatisi nel tempo sarebbero avvenuti durante usi impropri da parte di bambini non in carrozzina.
Un’alternativa inclusiva potrebbe risolvere il problema
La scelta, secondo quanto riferito dall’amministrazione, è stata di installare un’attrezzatura che permetta l’utilizzo contemporaneo da parte di bambini con disabilità e bambini normodotati. La consigliera Scognamiglio ha però sottolineato che, al di là delle normative, sarebbe stato opportuno scegliere un altro gioco accessibile inclusivo, come il girello/giostra accessibile presente al Parco Mau, o un altro gioco insieme ai donatori. “Non possiamo – afferma – fare una colpa ai bambini né disabili né normodotati dell’uso improprio. E’ proprio per questo motivo che sarebbe importante andare incontro ad una soluzione che vada bene a tutti, una soluzione veramente inclusiva in modo da rispettare la volontà dei donatori.”
La consigliera ha concluso chiedendo al Comune di inserire al più presto un nuovo gioco che rispetti le caratteristiche iniziali, pur cambiandolo per i motivi descritti nella risposta data dall’amministrazione. L’interrogazione ha anche richiamato altri parchi cittadini nei quali sono presenti giochi accessibili donati al Comune, come il Parco Mau alle Piagge e il Parco dello Squalo a Porta a Lucca, evidenziando l’importanza di una politica inclusiva e partecipata.
La question time ha sollevato un dibattito su accessibilità e partecipazione, mettendo in luce la necessità di coinvolgere i donatori e di garantire un’alternativa che rispetti le caratteristiche iniziali del gioco. La sostituzione dell’altalena accessibile rappresenta un caso emblematico di come le decisioni comunali possano influenzare l’inclusività e la partecipazione dei cittadini, in particolare di quelli con disabilità.



