Il Comune di Firenze si prepara a introdurre nuove misure per limitare l’uso turistico degli studentati, un tema dibattuto da tempo e che ha visto l’emergere di iniziative da parte dell’opposizione. Gli studentati, che a Firenze sono 13, potrebbero dover dire addio, almeno in parte, agli affitti turistici. L’obiettivo è introdurre nuovi criteri per l’autorizzazione e la gestione di queste strutture, con un punto centrale: lo stop all’utilizzo turistico-ricettivo per 60 giorni. Un intervento sul quale gli uffici di Palazzo Vecchio lavorano da tempo e che potrebbe diventare operativo già dal prossimo anno.
Un intervento per tutelare la città
La sindaca Sara Funaro aveva annunciato l’intenzione di intervenire già a luglio, tornando poi sul tema ad agosto. “Lo abbiamo annunciato mesi fa e ci stiamo lavorando, con un obiettivo molto chiaro: mettere un freno a un fenomeno che non può più essere lasciato senza regole”, spiega. “Gli studentati devono essere ciò che sono, non possono diventare strutture ricettive mascherate. Per questo vogliamo criteri chiari, paletti precisi e controlli efficaci”. L’obiettivo, sottolinea Funaro, è definire “un quadro di regole definitivo, chiaro e rigoroso”. Gli studentati, aggiunge, svolgono “una funzione importante” per una città universitaria come Firenze, offrendo alloggio a ragazze e ragazzi italiani e stranieri che arrivano in città per studiare.
La città ha bisogno di regole precise per tutelare la sua identità e la sua funzione universitaria.
Un’iniziativa dell’opposizione
Nelle scorse settimane i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Angela Sirello e Matteo Chelli hanno presentato una proposta di delibera per intervenire sugli studentati, chiedendo che siano destinati effettivamente agli universitari e non ai turisti. Per i due consiglieri, negli anni alcune strutture destinate agli studenti sarebbero diventate “veri e propri alberghi mascherati”, anche “sfruttando una norma introdotta negli strumenti urbanistici”. FdI contesta inoltre il mancato rispetto, in alcuni casi, degli obblighi relativi ai posti letto a canone calmierato e parla di “concorrenza sleale” nei confronti degli operatori ricettivi. Da qui la richiesta alla giunta di abrogare la norma che lo avrebbe consentito.
“In questi mesi le abbiamo viste e sentite di tutte: dichiarazioni di intenti, promesse, ma quasi nessuna mantenuta, a partire da quella di un maggior controllo sugli studentati”, sostengono Sirello e Chelli, criticando al tempo stesso la stretta sugli affitti brevi. Una convergenza, almeno sul tema, che potrebbe avvicinare maggioranza e opposizione. Funaro apre infatti al confronto: “Ben venga se dalle opposizioni c’è la volontà di lavorare su un obiettivo comune. Mi immagino allora che quando il nostro provvedimento andrà all’esame del Consiglio lo sosterranno con convinzione”. Chi vivrà, vedrà.
La collaborazione tra maggioranza e opposizione potrebbe portare a un provvedimento condiviso.
Le proprietà lamentano un calo drastico, mentre il Comune cerca di trovare un equilibrio tra tutela della città e diritti degli studenti. La questione, complessa e sensibile, si pone al centro di un dibattito che coinvolge diversi attori e che potrebbe portare a nuove regole per il settore degli studentati a Firenze.



