Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sospeso all’ultimo momento una nuova operazione militare contro gli Houthi in Yemen, decisione che ha suscitato reazioni in tutto il Medio Oriente. Intanto, le forze israeliane hanno lanciato attacchi nel sud del Libano, causando danni e feriti. L’evento si colloca in un contesto di tensioni crescenti tra potenze regionali e potenze globali, con il petrolio che registra un calo significativo a causa degli sviluppi.
Trump sospende raid contro Houthi
Secondo le informazioni del New York Times, il presidente USA ha deciso di non intervenire in favore del principe Mohammed bin Salman, uno dei suoi alleati più importanti in Medio Oriente. L’operazione era stata richiesta dopo che il regno saudita aveva subito attacchi da parte del gruppo sciita, con oltre 28 colpi in 24 ore. Trump, in un’intervista a Fox News, ha espresso disponibilità a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ma ha anche minacciato di azioni drastiche se non si verificassero cambiamenti.
Trump ha detto di essere pronto a incontrare Pezeshkian e anche a far saltare tutto.
Le dichiarazioni del presidente USA, seppur ambigue, hanno suscitato reazioni in Iran, dove il capo di Stato ha ribadito l’impegno per la pace e l’unità di intenti. Masoud Pezeshkian ha espresso apertura a colloqui che possano portare alla pace, auspicando un percorso di dialogo costruttivo. Tuttavia, ha anche sottolineato le condizioni “sensibili e pericolose” del Paese a causa delle pressioni esterne.
Israele attacca nel Libano
Le forze israeliane hanno effettuato un raid aereo contro la località di Zibqin nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. L’attacco, che ha causato danni alle abitazioni e feriti, è avvenuto in un contesto di tensioni regionali. Già giovedì scorso, le truppe israeliane avevano bombardato altre aree, causando feriti. L’azione è parte di un’espansione verso i centri di confine, con l’obiettivo di ridurre la presenza di gruppi armati.
Le operazioni israeliane nel Libano sono parte di un’espansione verso i centri di confine.
Parallelamente, il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana ha annunciato di aver intercettato e distrutto un drone americano MQ-1 sopra lo stretto di Hormuz. L’evento ha suscitato reazioni diplomatiche e militari, con l’Iran che ha ribadito la sua posizione di non indietreggiare di fronte alla forza o alla politica dell’intimidazione.
Calo dei prezzi del petrolio
Il calo dei prezzi del petrolio continua, con il Brent che si attesta a quasi 101,9 dollari al barile (-1,9 per cento) e il Wti a 98,34 dollari (-1,95 per cento). La riduzione è dovuta a segnali di aumento dell’offerta mediorientale e di maggiori esportazioni saudite. Tuttavia, il greggio rimane elevato a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che rappresenta rischi di inflazione e geopolitica.
- Calo dei prezzi del petrolio per quarta sessione consecutiva
- Offerta mediorientale in aumento e esportazioni saudite in crescita
- Conflitto USA-Iran continua a influenzare i mercati
Le dinamiche in atto nel Medio Oriente continuano a influenzare non solo le relazioni internazionali, ma anche i mercati globali. La situazione appare complessa e in evoluzione, con decisioni politiche e militari che potrebbero avere conseguenze significative a livello regionale e internazionale.



