Ieri mattina, a Vigevano, si è svolta una doppia manifestazione contro la costituzione dell’azienda agrofaunistica venatoria “Dei Duca”, istituita su terreni tra le due frazioni e la valle del Ticino. La protesta, partecipata da residenti, ambientalisti e anche cacciatori, ha visto la presenza di un centinaio di persone che si sono radunate nei pressi della chiesetta del Crocefisso. L’evento, organizzato in due modi diversi – una camminata dalla Sforzesca e una pedalata dalla Belcreda – ha avuto lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema dibattuto: la gestione della riserva di caccia e i limiti dell’attività venatoria.
La protesta, sebbene non abbia visto la partecipazione delle associazioni, ha visto la presenza di persone che abitano e vivono nella zona, tra cui residenti della Belcreda e della Sforzesca. Questi ultimi, spiega il responsabile del Wwf Fabrizio Varese, hanno perso la libertà di usufruire del luogo dove abitano, un aspetto che ha alimentato la tensione. L’azienda agrofaunistica venatoria, autorizzata dalla Regione Lombardia il 31 luglio, è ora libera di operare come vuole, ma la protesta, che ha visto anche la partecipazione di alcuni cacciatori, si è intensificata.
Un cacciatore, Fausto Pistoja, ha spiegato su Facebook le ragioni per cui ha scelto di non schierarsi a priori contro l’azienda. Secondo Pistoja, il numero di cacciatori limitati nella riserva e l’imposizione di due nuove zone di rifugio dal Parco del Ticino hanno reso l’attività venatoria meno libera di quanto fosse prima. Inoltre, la presenza di zone di sommersione per la fauna acquatica e i volatili, insieme a un chilometro di siepi con essenze autoctone, ha creato un equilibrio ambientale che, secondo Pistoja, potrebbe rappresentare un passo avanti per l’ecosistema del Parco del Ticino.
Il Wwf, pur apprezzando l’opinione di Pistoja, ha espresso un certo disappunto. Varese ha spiegato che la regione Lombardia e il Parco del Ticino hanno chiesto solo ciò che la legge impone, come compensazione ambientale, senza accettare un confronto con le associazioni. Non hanno mai accettato un confronto e nessuna delle nostre richieste è stata accolta, ha concluso Varese. Dopo la manifestazione, è stato creato un gruppo su Facebook per continuare il dibattito e raccogliere firme. La protesta, che ha visto anche l’esibizione dell’attore Stefano Chiodaroli, ha suscitato entusiasmo tra i partecipanti, che hanno spiegato le loro posizioni, comprese quelle dei cacciatori. La situazione, però, resta complessa e la decisione finale potrebbe arrivare con un ricorso al tribunale amministrativo.
La protesta, che ha visto la partecipazione di residenti, ambientalisti e cacciatori, ha espresso una forte opposizione alla costituzione dell’azienda agrofaunistica venatoria. La libertà di usufruire del luogo dove abitano è stata compromessa, un aspetto che ha alimentato la tensione tra le diverse posizioni. La manifestazione, organizzata in due modi diversi, ha rappresentato un momento di sensibilizzazione e di dibattito su un tema che coinvolge la comunità locale e l’ambiente.
Elly Schlein annuncia disponibilità alle primarie, ma sottolinea l'importanza di un programma condiviso.
Emma Bonino, politica di opposizione al welfare e al modello sociale novecentesco, celebrazione in Italia
Sondaggio su responsabilizzazione genitoriale: il 98% approva la sospensione dei sussidi per famiglie non collaboranti
Alberto Bertani, 101 anni, continua a lavorare in azienda e racconta la sua storia d’impresa
Il sindacato chiede una riorganizzazione della sanità in area Montoro-Solofra-Serino, con attenzione al pronto soccorso…
USA e Cina iniziano colloqui su commercio, AI e minerali strategici per evitare escalation e…