L’Università di Padova ha espresso preoccupazione per un libro sul cambiamento climatico, pubblicato da Claudio Giacchetti, presidente dell’Ordine dei geologi del Veneto, e distribuito nelle scuole. Il Dipartimento di Geoscienze ha sottolineato che alcune affermazioni del volume contrastano con evidenze scientifiche consolidate, mettendo in discussione la responsabilità delle emissioni antropiche nel riscaldamento globale. La pubblicazione, intitolata «Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni», è stata criticata per la sua interpretazione delle cause del riscaldamento, che attribuisce l’aumento delle temperature a cicli naturali, probabilmente di origine astronomica, escludendo l’impatto delle attività umane.
Contrasto con dati scientifici
Secondo il direttore del Dipartimento, Nicola Surian, il libro propone una visione in contrasto con decenni di studi e con i rapporti dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell’ONU. In particolare, il testo sostiene che l’effetto serra diventi trascurabile oltre 260 ppm, una tesi incoerente con le misurazioni attuali. Il Laboratorio di monitoraggio globale del NOAA indica una concentrazione di CO2 media globale mensile di 427,62 ppm a giugno 2026, un dato che il libro non sembra considerare. Le reazioni degli studenti rappresentano, in questo contesto, un segnale incoraggiante della loro attenzione al tema e del loro grado di consapevolezza.
Il Dipartimento ha espresso forte preoccupazione per alcune affermazioni contenute nel volume e per la diffusione della pubblicazione nelle scuole; sulla stessa linea anche gli scienziati del Dipartimento Territorio e Sistemi agro-forestali (Tesaf) dell’ateneo. Il libro, inoltre, riporta una concentrazione atmosferica di CO2 di circa 460 ppm, un valore non coerente con le misurazioni disponibili. La diffusione di pubblicazioni sostenute da istituzioni pubbliche richiede particolare attenzione all’accuratezza dei dati e alla solidità delle interpretazioni.
Supporto di esperti e divulgatori
La posizione dell’Università di Padova è stata condivisa anche da esperti come Carlo Barbante dell’Università di Venezia, il cui contributo è stato accolto e sottolineato dal Dipartimento di Geoscienze. Inoltre, il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli ha criticato il volume su un quotidiano a tiratura nazionale, indicando affermazioni negazioniste e errori in contrasto con la ricerca scientifica. «Il volume contiene inaccettabili affermazioni negazioniste ed errori secondo cui, in contrasto con decenni di ricerca scientifica, il riscaldamento globale odierno non sarebbe causato dalle attività umane», ha scritto Mercalli.
Il Dipartimento di Geoscienze ha ribadito che è fondamentale comunicare in modo rigoroso e efficace come sta cambiando il clima e quali siano le sue cause, in un momento storico in cui la consapevolezza e la critica sono indispensabili. La pubblicazione, distribuita nelle scuole superiori bellunesi, ha suscitato un forte allarme tra gli scienziati, che temono un rischio di diffusione di informazioni non verificate. Alle scuole devono essere forniti strumenti affidabili per comprendere le cause del cambiamento climatico e valutare criticamente le informazioni.
Il libro, che ha suscitato reazioni anche al di fuori del Veneto, ha suscitato preoccupazioni non solo per le sue affermazioni, ma anche per la sua diffusione in contesti educativi. Il Dipartimento di Geoscienze ha sottolineato che, in un momento in cui è cruciale la comunicazione scientifica, è necessario garantire che i contenuti proposti siano rigorosi e verificabili. La responsabilità di garantire l’accuratezza dei dati e la solidità delle interpretazioni spetta a chi promuove e distribuisce tali informazioni.



