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martedì 22 Settembre 2026

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Ceuta e l’allarme migratorio: “Possibili nuovi arrivi in massa, tra poche ore”

Il ministro spagnolo preoccupato per possibili arrivi di migranti a Ceuta, 3.500 persone in strada.

Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande Marlaska, ha espresso “preoccupazione” per gli avvisi diffusi sui social network su possibili nuovi arrivi in massa di migranti a Ceuta, l’exclave spagnola in Nord Africa, nella giornata di mercoledì 23 settembre 2026, in concomitanza con le elezioni legislative in Marocco. Circa 3.500 persone si trovano ancora in strada, accampate sulle spiagge, con un numero elevato di minori. La situazione ha suscitato preoccupazioni, con il governo che monitora le fonti aperte e collabora con l’intelligence marocchina per valutare l’eventuale allerta.

La situazione a Ceuta

Dopo aver visitato il centro di accoglienza temporanea di stranieri (Cate) di Ceuta, il ministro ha segnalato che si stanno realizzando circa 105 triage al giorno fra i migranti adulti rimasti nell’exclave. Le strutture di accoglienza attualmente allestite comprendono seimila posti, con l’obiettivo di raggiungere novemila o diecimila posti. Il ministro ha evitato una stima totale delle persone arrivate in massa il 30 e 31 luglio, ma ha assicurato che “la grande maggioranza” di quanti sono entrati illegalmente saranno rimpatriati, mentre resterà in territorio spagnolo “solo chi ha diritto alla protezione internazionale”, che ha stimato intorno all’1% del totale.

La collaborazione con il Marocco è un elemento chiave per gestire l’eventuale allerta. Nello stesso periodo sono stati arrestati 168 migranti, trasferiti nei centri di detenzione e poi espulsi dopo provvedimenti giudiziari. Il ministro ha ribadito “la piena collaborazione con il Marocco”, dove da fine luglio 1.600 migranti sono rientrati volontariamente. La collaborazione tra i servizi di intelligence spagnoli e marocchini è stata sottolineata come un elemento chiave per gestire l’eventuale allerta.

Controlli e rafforzamento delle frontiere

Si stanno rafforzando le frontiere di Ceuta e Melilla, con “tre plotoni dell’unità di prevenzione e reazione della polizia”. Un appello precedente ad attraversare la frontiera dell’exclave spagnola, diffuso sui social e relativo a domenica 20 settembre, non ha determinato ingressi significativi, dopo le decine di migliaia di persone arrivate a fine luglio. Tuttavia, la situazione rimane monitorata con attenzione, con il rischio di nuovi arrivi in massa tra poche ore. La gestione della crisi si basa su dati concreti e collaborazioni internazionali. Il ministro ha anche segnalato che la procedura preliminare sui rimpatri ha già interessato circa 2.500 maggiorenni, mentre sono stati identificati e posti sotto tutela 1.700 minorenni, che si aggiungono ai settecento censiti nell’exclave prima del 30 luglio, per un totale di circa 2.400. La situazione a Ceuta rimane in attesa di ulteriori sviluppi, con il governo che continua a monitorare la situazione e a prendere misure necessarie per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico.

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