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giovedì 17 Settembre 2026

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L’UE propone nuove misure per gestire i flussi migratori: sospensione temporanea dell’asilo e rafforzamento di Frontex

L’Ue valuta nuove misure per gestire i flussi migratori, tra sospensione dell’asilo e rafforzamento di Frontex.

L’Unione europea sta valutando nuove misure per gestire i flussi migratori, con l’introduzione di un meccanismo di emergenza per le frontiere e un rafforzamento dell’agenzia di frontiera Frontex. La proposta, annunciata durante il discorso sullo stato dell’Unione da Ursula Von der Leyen, prevede la sospensione temporanea delle norme sull’asilo in caso di arrivi improvvisi e su larga scala. Questo potrebbe contravvenire ai principi della Convenzione di Ginevra, che tutela i diritti dei rifugiati. La misura, se confermata, potrebbe escludere i Paesi dell’UE dall’obbligo di esaminare le richieste di asilo presentate da persone che entrano nel Paese in circostanze simili a quelle registrate a Ceuta, dove circa 80mila persone hanno attraversato il confine e 145 sono morte durante l’attraversamento.

Un meccanismo di emergenza per le frontiere

La proposta della Commissione europea, i cui dettagli sono ancora in discussione, mira a introdurre un meccanismo di risposta alle “emergenze” per far fronte alle “crisi” ai confini esterni dell’Unione Europea. Von der Leyen ha sottolineato che gli eventi di quest’estate dimostrano la necessità di strumenti più flessibili e reattivi. «L’Europa ha bisogno dei mezzi per proteggere i propri confini in ogni momento», ha detto. Il meccanismo, attivabile solo in base a criteri rigorosamente definiti, permetterebbe una flessibilità limitata nel tempo e rigorosamente definita nelle procedure di asilo. Tuttavia, questa misura potrebbe violare il principio di non-refoulement, che stabilisce che un rifugiato non deve essere rimandato in un paese in cui la sua vita o la sua libertà sono seriamente minacciate.

Un rafforzamento di Frontex e un aumento di budget

Un altro aspetto della proposta è il rafforzamento del personale e dei poteri dell’agenzia di frontiera europea Frontex. L’obiettivo è aumentare il numero di membri da 10mila a 30mila e attribuire a Frontex un ruolo diretto nella gestione dei voli di rimpatrio dei migranti considerati irregolari. Il budget dell’agenzia si prevede che sarà più sostanzioso, con 12 miliardi di euro dedicati nell’ambito del prossimo bilancio settennale dell’Unione europea. Questi punti dovranno comunque essere discussi dagli Stati membri nel Consiglio UE e nel Parlamento europeo quando la proposta di riforma dell’agenzia di frontiera con sede a Varsavia verrà presentata a fine mese.

La misura ha suscitato preoccupazioni, soprattutto per il rischio di violazioni dei diritti umani. «Stiamo parlando di rafforzare un’agenzia come Frontex nonostante le preoccupazioni di lunga data sul suo ruolo nelle violazioni dei diritti umani e, in primo luogo, di limitare la possibilità delle persone di chiedere asilo», ha commentato Silvia Carta, advocacy officer della ong Picum. «Queste misure non solo sono in contrasto con i valori dell’UE in materia di dignità umana e uguaglianza, ma sono anche incredibilmente miopi», ha aggiunto.

Von der Leyen sembra quindi essersi allineata alle richieste del premier greco Kyriakos Mitsotakis, anch’esso membro del Partito popolare europeo. Il governo greco aveva già sospeso per tre mesi la concessione dell’asilo a chiunque arrivasse in Grecia via mare dal Nord Africa. «I migranti che entrano illegalmente nel Paese saranno arrestati e detenuti», aveva dichiarato Mitsotakis all’epoca. L’annuncio arriva nel contesto di quanto successo il 31 luglio a Ceuta, l’exclave spagnola in Marocco, dove circa 80mila persone hanno attraversato il confine e 145 sono morte durante l’attraversamento.

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