Nel corso dell’81esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha lanciato un appello urgente per fermare la spirale di violenza e sfollamenti in Cisgiordania, mettendo in luce il rischio di una “pulizia etnica”. Il leader internazionale ha sottolineato come la violenza da parte dei coloni israeliani e l’espansione degli insediamenti stanno minando la pace e stanno portando a un aumento dei dislocamenti di popolazione. Guterres ha invitato i leader mondiali a sfruttare gli incontri di alto livello per perseguire la de-escalation e il dialogo in Medio Oriente, richiamando l’importanza di un’azione condivisa per garantire la sicurezza e i diritti dei popoli.
Violenze e sfollamenti in Cisgiordania
Secondo quanto riferito nel discorso di apertura, Guterres ha evidenziato come la situazione in Cisgiordania sia in continuo peggioramento, con un aumento significativo degli attacchi contro i palestinesi e delle incursioni militari israeliane. Questi eventi, ha sottolineato, stanno causando un grave aumento dei dislocamenti di popolazione, con conseguenze devastanti per la comunità locale. L’espansione degli insediamenti e la violenza da parte dei coloni israeliani sono state descritte come fattori che stanno “emergere lo spettro della pulizia etnica”, un termine che indica un rischio di estinzione di una popolazione specifica.
La Corte Internazionale di Giustizia ha emesso misure provvisorie giuridicamente vincolanti, citando la Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio nella Striscia di Gaza. Guterres ha richiesto a tutte le parti di rispettare il diritto internazionale, sottolineando che la soluzione dei due Stati non deve svanire sotto i nostri occhi.
Conflitti globali e sfida cruciale
Il discorso di Guterres ha anche affrontato la complessità dei conflitti globali, tra cui la guerra tra Russia e Ucraina, dove si registra una “spirale di escalation allarmante e pericolosa”. Il segretario generale ha sottolineato come il numero delle vittime civili lontano dalle linee del fronte stia crescendo, con attacchi che colpiscono infrastrutture essenziali come case, sistemi idrici e energetici. Questi eventi, ha aggiunto, minacciano le catene di approvvigionamento globale e pongono in pericolo la stabilità internazionale. Le spaccature geopolitiche e le disuguaglianze si sono intensificate, con le istituzioni e i sistemi di governo che continuano a riflettere dinamiche di potere e interessi di un’epoca ormai in gran parte tramontata. Guterres ha ribadito che la sfida cruciale che l’umanità deve affrontare è proprio nel momento in cui si trova a fronteggiare una convergenza di minacce senza precedenti.
Il segretario generale ha anche ricordato la tregua in vigore a Gaza, che non è altro che uno scontro a fuoco, seppur meno intenso. Ha espresso preoccupazione per la portata di morte e distruzione senza precedenti, sottolineando che la soluzione dei due Stati non deve svanire sotto i nostri occhi. Guterres ha lanciato un messaggio chiaro: i combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire, e i diritti e le libertà di navigazione devono essere pienamente ripristinati, in conformità con il diritto internazionale.



