La preside Alessandra Fusaro, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo 2 di Castelfranco, è al centro di una serie di lettere anonime che chiedono di non farla tornare a scuola. Le missive, inviate dopo un’ispezione condotta nei mesi scorsi, richiedono che la dirigente non riprenda la guida dell’istituto, prevista per l’8 ottobre. L’episodio ha suscitato reazioni da parte del sindacato e del consiglio d’istituto, che ha espresso sostegno alla dirigente.
Lettere anonime e pressioni interne
Le lettere, anonime e circostanziate, sono state inviate a diverse sedi, tra cui l’Ufficio scolastico regionale (Usr) Veneto, e chiedono di conoscere gli esiti dell’ispezione e di non affidare nuovamente l’incarico di direzione a Fusaro. Secondo il sindacato Dirigentiscuola, le segnalazioni anonime non possono costituire un presupposto per nuove iniziative ispettive. Il problema non è sottrarre eventuali comportamenti illeciti o irregolarità ai dovuti controlli, quanto distinguere una denuncia circostanziata, sottoscritta e verificabile da una comunicazione anonima, si legge in una lettera inviata al direttore generale dell’Usr Marco Bussetti.
Un clima di tensione e conflittualità
Secondo il presidente nazionale di Dirigentiscuola, Attilio Fratta, le lettere anonime rappresentano un tentativo di allontanare la dirigente. Non si tratta di un’azione legittima, ma di un’ennesima segnalazione anonima che non ha nulla a che vedere con un’azione legittima, ha affermato. Il sindacato sostiene che la dirigente sia da tempo destinataria di «iniziative, pressioni e lettere anonime» finalizzate a ottenerne l’allontanamento. Inoltre, il sindacato ha richiamato una nota del ministero dell’Istruzione sulla gestione delle segnalazioni, sottolineando che una comunicazione anonima non può essere considerata una base per nuove iniziative.
A sostegno della preside interviene anche Alessandra Meazzo, presidente del consiglio d’istituto, che precisa di parlare a titolo personale. «Sono solidale con la dirigente Fusaro e credo che il fatto di inviare lettere anonime dica qualcosa anche di chi le scrive e del modo in cui si pongono nella comunità scolastica», afferma Meazzo. Secondo la presidente, negli anni si è assistito a una situazione di forte conflittualità, riconducibile a «pochissimi docenti». «C’è stata in più di un’occasione una forte pressione da parte di alcuni, con un continuo incalzare e un continuo voler prevaricare, che non ha mai contribuito a creare un clima sereno», ha spiegato. Le lettere anonime, sebbene non siano state sottoscritte, rappresentano un tema di dibattito all’interno dell’istituto. Il sindacato, inoltre, ha annunciato di essere pronto a intraprendere «tutte le iniziative ritenute necessarie per tutelare la dirigente e la funzione dirigenziale», comprese eventuali azioni giudiziarie. L’episodio, sebbene non abbia ancora portato a decisioni definitive, ha acceso un dibattito interno e ha messo in luce le tensioni che potrebbero persistere all’interno dell’istituto.



