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martedì 22 Settembre 2026

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Neofascisti in strada e accordi con la destra: il caso Acca Larentia

Neofascisti in strada e accordi con la destra: il caso Acca Larentia

Un episodio di violenza in strada e un accordo tra neofascisti e istituzioni hanno messo in luce le contraddizioni della destra italiana. Il giornalista Alessandro Sahebi è stato aggredito da un gruppo di persone, tra cui Alessio Giuliani e Luca Marsella, per aver indossato una felpa antifascista. L’episodio, avvenuto nell’ottobre dello scorso anno, ha suscitato indignazione e preoccupazione per la presenza di fascismo nel tessuto sociale. I tre imputati dovranno presentarsi il prossimo gennaio davanti a una giudice del tribunale di Roma per chiarire le responsabilità.

Accordi e finanziamenti per la sede neofascista

La stessa sede neofascista di Acca Larentia, un’associazione che ha visto la sua storia legata al movimento fascista, ha ricevuto finanziamenti per l’acquisto di un immobile da parte di un gruppo di persone legate alla destra. L’immobile, di 50 metri quadrati, era incluso nel piano di dismissione dell’Inail e ha visto l’interesse di neofascisti e post missini in tutta Europa. I soldi per l’acquisto sono arrivati da una elargizione liberale della fondazione Alleanza nazionale, decisa il 19 maggio 2023. Nel cda della fondazione sedevano Arianna Meloni e Fabio Rampelli, due figure chiave del partito.

La promessa di rinnovare l’estetica e dismettere vecchie liturgie è rimasta lettera morta. La destra, pur promulgando un’immagine moderna, non ha smesso di appoggiare le strutture e i valori del passato. La stessa Meloni ha dichiarato: «In uno Stato di diritto non possono esistere zone franche o aree sottratte alla legalità». Tranne che se con braccio alzato.

Un abbraccio tra neofascismo e istituzioni

La questione non è solo l’episodio giudiziario, ma l’abbraccio tra la destra istituzionale e quella che apertamente si dichiara neofascista. Il presidente dell’associazione “Acca Larentia”, Giovanni Feola, ha firmato il rogito per l’acquisto dell’immobile il 6 luglio 2023. L’immobile ospita la storica sede dove si svolge la liturgia del “presente” con il saluto romano dedicato ai camerati caduti durante gli anni di piombo. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva espresso soddisfazione per il fatto che la sede storica del Msi non fosse diventata un fast food.

La destra, pur promettendo rinnovamento, non ha smesso di appoggiare le strutture e i valori del passato. La situazione ha suscitato preoccupazioni per la presenza di fascismo nel tessuto sociale e per la mancanza di intervento delle istituzioni. Il giornalista Sahebi ha espresso la sua indignazione e ha chiesto intervento delle autorità. La destra, pur promulgando un’immagine moderna, non ha smesso di appoggiare le strutture e i valori del passato. La questione rimane aperta, con la speranza che le istituzioni intervengano per garantire la legalità e la sicurezza. La destra, pur promettendo rinnovamento, non ha smesso di appoggiare le strutture e i valori del passato. La situazione rappresenta un caso emblematico di contraddizione tra ideologia e pratica, tra dichiarazioni e azioni.

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