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martedì 22 Settembre 2026

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Salute

San Ginesio: riduzione servizi sanitari penalizza anziani, sindacato chiede ripristino

Riduzione servizi sanitari a San Ginesio penalizza anziani, sindacato chiede ripristino

Il poliambulatorio di San Ginesio ha visto ridurre i servizi sanitari, causando disagio soprattutto per la popolazione anziana, come denuncia lo SPI CGIL di Tolentino. La riduzione degli orari del punto prelievi e del servizio di fisioterapia ha colpito il territorio, con effetti negativi per una comunità in cui la popolazione è prevalentemente composta da over. La situazione, che si è aggravata a partire da giugno, ha visto il passaggio da due a una sola giornata di presenza per alcuni servizi, con conseguenze per la salute e il benessere dei cittadini.

Disagio per anziani e comunità fragili

Lo SPI CGIL ha sottolineato come la riduzione dei servizi sanitari nel poliambulatorio di San Ginesio abbia penalizzato in modo particolare la popolazione anziana, che trova in questo presidio una risposta immediata a situazioni non gravi. Il bacino di utenza, che include anche comuni limitrofi, è stimato intorno ai 4.000-4.500 abitanti, con una forte presenza di over. La popolazione, composta prevalentemente da over, trova solo lì una prima risposta sanitaria per situazioni non gravi, ha evidenziato il sindacato, che ha anche rimarcato il valore del poliambulatorio in un territorio classificato come area interna, già alle prese con gli effetti dello spopolamento e dei danni del terremoto.

Valore umano e sanitario del presidio

Angela Brancadori, responsabile dello SPI Tolentino, ha sottolineato il valore non solo sanitario, ma anche umano del poliambulatorio. «Vero, trattasi solo di un prelievo, ma lo sportello, l’infermiere rappresentano un valore aggiunto dal lato umano e un primo contatto in materia di salute», ha spiegato. Il sindacato ha espresso preoccupazione per la riduzione dei servizi, che, secondo le dichiarazioni, potrebbe essere legata esclusivamente alla gestione del periodo estivo. Ci auspichiamo che sia solo la coda della turnazione feriale, conclude lo SPI CGIL, e che si ritorni quanto prima agli orari pre-estivi.

Lo SPI ha anche sottolineato che non si eccepisce sul diritto alle ferie dei lavoratori, ma si preoccupa per il mancato ripristino delle aperture una volta terminato il periodo estivo. «Nulla da eccepire sul sacrosanto diritto alle ferie per i lavoratori dipendenti – sottolinea il sindacato – ma quello che ci lascia con l’amaro in bocca è il mancato ripristino delle aperture una volta terminato tale periodo». Il sindacato chiede quindi il ripristino delle precedenti aperture, richiamando l’importanza di mantenere i servizi sanitari di prossimità soprattutto nei territori più fragili.

La riduzione dei servizi ha colpito in modo specifico il punto prelievi e il servizio di fisioterapia, che hanno visto ridurre la presenza da due a una sola giornata. Il sindacato ha espresso preoccupazione per l’impatto su una comunità già fragile, che si trova a dover fare i conti con la riduzione di un presidio essenziale per la salute e il benessere dei cittadini. La situazione, se non risolta, potrebbe aggravarsi, con conseguenze negative per la popolazione locale.

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